04 Feb, 2026 - 15:16

Torino, costringeva moglie e figli a dormire all'aperto: 50enne violento sotto sorveglianza speciale

Torino, costringeva moglie e figli a dormire all'aperto: 50enne violento sotto sorveglianza speciale

Avrebbe costretto la moglie e i figli a trascorrere diverse notti all'aperto, anche in pieno inverno, per sfuggire alle sue aggressioni domestiche. Questo il motivo per cui un 50enne ritenuto autore di gravi violenze e maltrattamenti in famiglia è stato ora posto dal Tribunale di Torino sotto sorveglianza speciale.

Le fughe notturne per sfuggire alle violenze 

Secondo quanto accertato dagli investigatori e riportato dall'Ansa, la moglie del 50enne e i suoi figli sarebbero stati costretti in più occasioni a lasciare l'abitazione di famiglia per sottrarsi alle sue violenze. Ritrovandosi così a dormire, anche in pieno inverno, con vestiti inadatti al freddo o scalzi sulle panchine di un giardinetto vicino, rientrando solo quando l'uomo si era ormai calmato, a testimoniare il clima di terrore in cui vivevano in casa.

Isolamento e intimidazioni: il quadro emerso

Non è tutto. Il 50enne, nel tempo, avrebbe infatti allontanato i familiari da parenti e amici, vietando loro quasiasi rapporto esterno. Tra gli episodi contestati, poi, l'uso di armi da soft air in casa, con colpi esplosi su mobili e suppellettili e l'obbligo imposto a uno dei figli, ancora minorenne, di recuperare dal frigo cosce di pollo per esercitarsi nel rito. L'uomo si sarebbe anche recato sul luogo di lavoro della figlia, ormai maggiorenne, tentando di farla licenziare, limitando la sua autonomia e rafforzando il suo dominio. 

Le misure disposte dal Tribunale di Torino

Condotte gravi e reiterate, quelle poste in essere dal 50enne, che al termine degli accertamenti hanno portato la Questura a chiedere al Tribunale di Torino di disporne la sorveglianza speciale - misura di prevenzione prevista per soggetti violenti in casi simili - per un anno e sei mesi, con l'obbligo di seguire, nel frattempo, un percorso di recupero per autori di violenza e di disintossicazione dall'alcol in una struttura Serd (il Servizio per le Dipendenze). 

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