Il recente episodio avvenuto durante Cremonese–Inter, con un petardo lanciato in campo che ha colpito il portiere Emil Audero, ha creato grande preoccupazione nel mondo del calcio. Nonostante la pericolosità dell’oggetto, la partita è proseguita senza sospensioni e l’Inter non ha subito la temuta sconfitta a tavolino.
Questo caso ha subito fatto tornare alla mente un precedente storico: nel 1990, durante Atalanta–Napoli, il portiere Alemao fu costretto a lasciare il campo a causa di una monetina lanciata dagli spalti, episodio che portò a una sconfitta a tavolino per la squadra di casa.
Ma perché due episodi apparentemente simili hanno avuto esiti così diversi? Analizziamo il regolamento e le circostanze di ciascun caso.
Nel caso di Cremonese–Inter che ha visto coivolto Emil Audero, come spiegato dall’ex arbitro Luca Marelli su DAZN, l’unica condizione per una sconfitta a tavolino sarebbe stata una sospensione definitiva dopo un ulteriore episodio pericoloso, ad esempio un nuovo lancio di petardo.
Di conseguenza, nonostante la gravità dell’episodio, non si sono verificati i requisiti previsti dal regolamento per assegnare lo 0-3 a tavolino.
Secondo il Codice di Giustizia Sportiva, una squadra può essere punita con la perdita della gara a tavolino solo se:
“La società, ritenuta responsabile di fatti o situazioni che abbiano influito sul regolare svolgimento di una gara o che ne abbiano impedito la regolare effettuazione, è punita con la perdita della gara stessa con il punteggio di 0-3 o con il punteggio eventualmente conseguito sul campo dalla squadra avversaria, se a questa più favorevole”.
In altre parole, non basta che un giocatore sia colpito da un oggetto per far scattare la sconfitta automatica: è necessario che l’episodio impedisca il regolare svolgimento della partita o porti alla sospensione definitiva del match.
Nel 1990, durante la partita Atalanta–Napoli, il portiere Alemao fu colpito da una monetina lanciata dagli spalti e fu costretto ad uscire dal campo.
A differenza del caso Audero, l’episodio impedì al giocatore di continuare la partita e nonostante il regolare svolgimento della partita, la Giustizia sportiva decretò successivamente la sconfitta a tavolino al Napoli, con lo 0-3 finale.
Questo precedente, dopo 36 anni non fa più scuola dal momento che è cambiato molto a livello di regolamento: allora è bastato da parte del Napoli presentare un riocrso alla Lega con tanto di certificato che attestava coem il corpo conduntende avesse provocato un trauma cranico al suo tesserato.
Il confronto tra Audero e Alemao evidenzia un principio fondamentale: non tutti gli episodi pericolosi o violenti dagli spalti portano a sanzioni automatiche. La gravità dell’episodio, la capacità della squadra di continuare la partita e la decisione dell’arbitro sono determinanti per capire se scatta o meno una sconfitta a tavolino.
Nel caso di Cremonese–Inter, più della fortuna e della prontezza di Audero hanno evitato conseguenze pesanti per l’Inter i tifosi che non hanno proseguito con atteggiamenti atti a indurre l'arbitro a sospendere il match, mentre nel 1990 il lancio contro Alemao aveva reso inevitabile l’esito più severo.