Marco Magagna è stato ucciso con un'unica coltellata al cuore nella notte tra il 6 e il 7 gennaio 2025 nella casa che condivideva con la compagna Stella Boggio a Bovisio Masciago, in provincia di Monza e Brianza.
La donna, che aveva chiamato il 112 dopo il delitto, è stata condannata dai giudici della Corte d'Assise di Monza. Per lei è stata stabilita una pena superiore a quanto richiesto dal pm Alessio Rinaldi per il reato di omicidio commesso con "dolo eventuale".
Stella Boggio, che è attualmente agli arresti domiciliari, è stata condannata a 21 anni di reclusione, nonostante il pm ne avesse chiesti 14. I giudici della Corte hanno riconosciuto le attenuanti generiche "equivalenti" all'aggravante contestata, e non "prevalenti".
Inoltre è stato riconosciuto un risarcimento provvisionale di circa 600 mila euro a favore dei familiari di Magagna.
La sentenza non ha escluso la responsabilità genitoriale di Boggio, madre di un figlio di 9 anni nato da una relazione precedente.
Stella Boggio aveva raccontato di aver subito maltrattamenti dal 38enne, in una relazione piuttosto turbolenta. Anche i vicini di casa avrebbero parlato di continui litigi tra i due.
La notte dell'omicidio, come riferito dall'imputata, sarebbe scoppiato un diverbio e Magagna avrebbe iniziato a schiaffeggiarla, per poi spingerla a terra.
La donna ha quindi preso un coltello da cucina, con una lama di 18 centimetri, e l'ha colpito dritto al cuore, non lasciandogli scampo. Dopo l'aggressione ha chiamato i soccorsi, che non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell'uomo.
Secondo l'accusa, nel momento in cui lo ha accoltellato, con la lama penetrata per quasi tutta la sua lunghezza, l'imputata "non poteva non aspettarsi che quel colpo lo avrebbe ammazzato", quando invece avrebbe potuto scappare e chiedere aiuto, come aveva fatto altre volte.
La difesa, invece, ha sostenuto la tesi della legittima difesa: la donna, sotto shock, non avrebbe avuto la possibilità di scappare.
Al termine della pena, Stella Boggio sarà sottoposta a tre anni di libertà vigilata: misura che permetterà di tenere sotto controllo il suo reinserimento nella società.