Un solo articolo basta a Massimo Fini, dall'alto dei suoi 82 anni, per dire che è contro il Ponte di Messina, contro il ministro Salvini, contro le Olimpiadi invernali di Milano - Cortina, contro Sergio Mattarella, contro Liliana Segre, contro Giorgio Napolitano, contro Roberto Gualtieri e contro i giornaloni.
Avviso ai naviganti: Massimo Fini è a favore dell'ex sindaca grillina di Roma Virginia Raggi.
Andiamo con ordine: perché Massimo Fini è contro le grandi opere come il Ponte di Messina e le Olimpiadi di Milano - Cortina?
Beh, quello pubblicato a tal proposito oggi sul Fatto Quotidiano a sua firma, è un vero e proprio saggio di benaltrismo.
Dopo il passaggio del ciclone Harry, poi, Fini, a proposito del Ponte, va a nozze. Come se la Sicilia e il Sud non avessero diritto alla ricostruzione dopo i danni lasciati dal ciclone e contemporaneamente all'opera pubblica (già finanziata) che potrebbe essere il cardine del loro sviluppo, la mette così:
Fini, naturalmente, non si sofferma sul fatto che un ponte facilita gli spostamenti e agevola lo sviluppo economico. E nemmeno prende in considerazione che dei 13 miliardi previsti per l'opera meno della metà è per il ponte in sé: il resto serve alla messa in sicurezza e al rilancio anche ambientale dei territori calabresi e siciliani in prossimità dell'opera.
Ma tant'è, avallando la tesi di un lettore per il quale Salvini "o è un imbecille o una persona in mala fede", Fini arriva a sostenere che il Ponte non lo vuole nessuno, "tantomeno i siciliani e i calabresi, che per salire all'altezza del Ponte ci metterebbero più tempo che se usassero il tradizionale traghetto".
E comunque: novello Freud, Fini non si ferma e dice:
Ma, con questa logica, l'uomo non sarebbe rimasto nelle caverne?
In ogni caso: Fini, non accennando alla linea dell'alta velocità in costruzione tra Palermo e Catania, si scaglia contro il ministro Salvini così:
Questo dà spunto a Fini di dire chiaro e forte il suo No alle Olimpiadi di Milano e Cortina, anche se iniziano dopodomani:
Altri tempi quando a palazzo Chigi c'era Mario Monti e al Campidoglio Virginia Raggi: i due cancellarono la candidatura di Roma per ospitare le Olimpiadi del 2000. E per Fini bene fecero:
Se il sindaco Gualtieri non è riuscito a migliorare la situazione "di un pollice", per Fini, l'unico errore di Monti, fu quello di tentare la corsa in politica: doveva accontentarsi di essere stato nominato a vita "da quell'altro bel soggetto di Giorgio Napolitano".
Ma, in fondo, a proposito di nomine a senatori a vita, Fini ce l'ha anche con Mattarella per il caso di Liliana Segre:
Per Fini, più che mai contro tutto e tutti, Segre non aveva le caratteristiche per la massima onorificenza della nostra Repubblica: essere stata per una vita testimone della Shoah, non le è valso alcun merito nel campo sociale. E in fondo la sua nomina è uno spreco: come il Ponte e le Olimpiadi.