03 Feb, 2026 - 16:11

Lupita Nyong'o nell'Odissea di Nolan 2026: le polemiche e gli attacchi di Elon Musk

Lupita Nyong'o nell'Odissea di Nolan 2026: le polemiche e gli attacchi di Elon Musk

Ci risiamo. Un'ondata di polemiche per il colore della pelle: niente di nuovo sul fronte dei rifacimenti, adattamenti, remake o formule in live-action ispirate a opere di altro tipo.

Ebbene, l'attrice Lupita Nyong’o non ha ancora detto una parola, ma il suo nome è finito in mezzo all’ennesimo incendio social, con tanto di critiche da Elon Musk.

Tutto ruota attorno al ruolo (che nemmeno è stato confermato) nell’“Odissea” di Christopher Nolan.
Basta il sospetto che possa essere lei a interpretare Elena di Troia per scatenare un dibattito feroce.

Ecco il trailer del film:

Lupita Nyong’o sarà Elena di Troia nell’“Odissea” di Nolan? La critica di Elon Musk

Tutto parte da un post di un utente su X che contesta l’idea di una Elena di Troia nera, indignato per come il mito la descriva: il volto per cui “sono salpate mille navi”. Nell'immaginario, è sempre stata immaginata bionda e con la pelle chiara.

A quel commento Musk risponde secco: “Chris Nolan has lost his integrity” (ha perso la sua integrità), accusando il regista di tradire il materiale di partenza se davvero avesse scelto Lupita Nyong’o per il ruolo di Elena.

Una delle solite posizioni di Musk, sempre riguardanti il modo di fare casting degli ultimi anni: ritiene che sia una forzatura. Non aggiunge altro, ma bastano quelle poche parole, rilanciate ai suoi oltre 200 milioni di follower, per far diventare quel rumor di casting una polemica a livello mondiale.

Lupita Nyong’o, Elena di Troia? Una guerra sul colore della pelle

In tutto questo, il punto di partenza, ricordiamolo, resta un rumor: Nyong’o nel cast di “The Odyssey” è confermata, ma il suo ruolo non lo è, e l’ipotesi che interpreti Elena circola da mesi senza che ci sia stato alcun annuncio ufficiale.

Proprio questo dettaglio rende surreale il livello così acceso dello scontro: si sta discutendo ferocemente di una scelta creativa che potrebbe anche non esistere nei termini in cui viene raccontata. Forse è proprio questo il punto su cui varrebbe la pena riflettere. È così importante di che colore abbia o no la pelle Elena nella versione (libera, come tante altre) di un regista?

Attorno alla possibile Elena di Nyong’o si sono polarizzate due letture. C'è chi sostiene che la mitologia greca abbia un contesto storico ben preciso e che cambiare l’etnia di certi personaggi significhi tradire la fonte, e che non vada fatto. Dall’altra c’è chi rivendica la natura al tempo stesso letteraria e fantasiosa dell’“Odissea”, ricordando che si tratta comunque di un mito e che, come tale, possa essere reinterpretato da un altro autore.

L’“Odissea” di Nolan, il cast e la libertà di riscrivere i miti

Il film di Nolan, previsto per l’estate 2026, arriva con l’etichetta di “mythic action epic” e un cast corale con grandi nomi del cinema: Matt Damon, Anne Hathaway, Zendaya, Tom Holland, Robert Pattinson e Charlize Theron, tra i dichiarati. 

È un progetto gigantesco, girato in IMAX tra Marocco, Grecia, Italia e altri Paesi, con un budget che lo rende tra i titoli più ambiziosi della filmografia del regista.

Proprio per questo, la polemica su Nyong’o lancia la questione: quanto spazio hanno i registi nel reinterpretare i miti fondativi della cultura occidentale? Se l’“Odissea” di Nolan userà il volto e il corpo di attori diversi dallo standard “canonico”, forse non sarà solo una questione di fedeltà storica. Magari aggiungere un’attrice nera per un ruolo del genere è semplicemente un modo per dire che nel 2026 quei racconti antichi non appartengono più a un solo immaginario.

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