Sigfrido Ranucci come Vannacci. Come il Generale per settimane, per non dire mesi, ha preparato il suo divorzio da Salvini per creare un nuovo partito, così il conduttore di Report, starebbe preparando il suo addio alla tv pubblica per approdare a La7.
Di sicuro c'è che è di nuovo al centro di un'aspra polemica con viale Mazzini.
La Rai lo ha richiamato formalmente per le numerose ospitate su La7, dove ha promosso il suo libro "Navigare senza paura", scatenando polemiche su par condicio e conflitti interni.
Ora, la vicenda continua a rimbalzare sui media italiani senza sviluppi ufficiali ulteriori.
La Rai ha inviato una comunicazione interna a Ranucci, vicedirettore degli Approfondimenti, criticando la sua "interpretazione" di una circolare del gennaio 2025 sulla promozione di libri da parte dei giornalisti.
Secondo il documento, le sue presenze multiple su La7 – tra cui "Otto e Mezzo" di Lilli Gruber, "DiMartedì" di Giovanni Floris e "In altre parole" di Massimo Gramellini – violerebbero il principio di "una ospitata per broadcaster" per garantire pluralismo e parità tra colleghi.
Ranucci ha replicato dichiarandosi sorpreso e affermando di aver avvisato preventivamente l'azienda come previsto dalle regole e di essere "stupito" dal richiamo. Dopo di ché ha annunciato che è pronto ad adeguarsi.
Del resto, questa non è certo la prima frizione che Ranucci vive con l'azienda: già in passato, la Rai aveva chiesto di limitare apparizioni esterne durante il referendum sulla giustizia. Senza dire che le tensioni con i vertici sono ormai croniche, tra tagli a Report e divergenze editoriali.
Fatto sta che il caso La7 riaccende tutti i dibattiti sul rapporto tra la Rai e il suo conduttore del programma d'inchiesta di Rai 3, con accuse di "disparità di trattamento" che alimentano sospetti di pressioni interne.
Le recenti ospitate su La7 non sono isolate: da settembre 2025 circola l'indiscrezione di contatti di Sifrido Ranucci con Urbano Cairo per un trasferimento che potrebbe essere coronato dalla prossima stagione televisiva.
Fonti come LaPresse e Ansa parlavano di un incontro decisivo entro fine mese per un programma di inchieste simile a Report – ma con nome diverso, essendo marchio Rai – più seconde serate e instant book.
Tuttavia, a ottobre 2025, Ranucci smentì un addio imminente, confermando l'impegno con Report su Rai 3.
Le tensioni persistenti con la Rai, inclusi tagli e querele, riaccendono,, però, le speculazioni: Cairo ha più volte espresso stima nei confronti del conduttore, garantendogli, nel caso, una completa libertà editoriale. Ora, non emergono conferme riguardo a recenti trattative. Ma il richiamo da parte della Rai potrebbe accelerare delle riflessioni sul futuro del conduttore.
Del resto, Ranucci resta un volto chiave del giornalismo investigativo, anche se il suo destino divide: rimarrà a Report o virerà verso un nuovo progetto su La7? La palla è nel suo campo, mentre la Rai monitora da vicino.