Il Parlamento norvegese ha deciso il 3 febbraio 2026 di mantenere la monarchia, bocciando la proposta di trasformare il paese in repubblica. La decisione arriva in un momento delicato per la famiglia reale, coinvolta in scandali che hanno attirato l’attenzione dei media e influenzato l’opinione pubblica. Nonostante ciò, la maggioranza parlamentare ha scelto di preservare l’istituzione storica.
Nel voto del 3 febbraio, 141 parlamentari su 169 hanno sostenuto la continuazione del regno di re Harald e dei suoi discendenti, mentre 26 si sono espressi a favore della fine della monarchia. I sostenitori dell’istituzione sottolineano come la famiglia reale contribuisca alla stabilità politica del paese citando imparzialità dell'istituzione.
Al contrario, i promotori della repubblica criticano il sistema ereditario, respingendo I privilegi ereditati in una società moderna. Questo campo sosteniene infatti che in una democrazia moderna il capo dello stato dovrebbe essere scelto dai cittadini.
Nonostante la conferma parlamentare, i sondaggi indicano un calo della fiducia nella monarchia. Un’indagine pubblicata da Verdens Gang rivela che il 61 per cento dei norvegesi sostiene ancora la monarchia, in diminuzione rispetto al 72 per cento dell’anno precedente. Il sostegno alla repubblica è salito, invece, al 27 per cento.
I recenti scandali hanno complicato l’immagine della famiglia reale.
La principessa ereditaria Mette-Marit ha ammesso di aver mostrato "scarso giudizio" nei contatti con Jeffrey Epstein, anni dopo la condanna dell’uomo per reati sessuali su minori nel 2008. Mette-Marit si è scusata per il contatto.
Inoltre, il figlio di Mette-Marit, Marius Hoiby, nato da una relazione precedente, è stato arrestato recentemente. Hoiby è stato accusato per stupro, violenza domestica, aggressione e possesso di droga.
Il sondaggio ha anche esplorato il futuro ruolo della principessa Mette-Marit. Il 44 per cento degli intervistati non ritiene appropriato che diventi regina, mentre solo il 33 per cento è favorevole.
Il voto del Parlamento norvegese conferma che la monarchia resta un elemento centrale della stabilità politica nazionale, anche di fronte a scandali personali e a una diminuzione del consenso popolare.