03 Feb, 2026 - 14:13

"Bohemian Rhapsody": come finisce e dov'è stato girato il film con Rami Malek

"Bohemian Rhapsody": come finisce e dov'è stato girato il film con Rami Malek

Dall’aeroporto di Heathrow al palco del Live Aid, da un sogno fragile a una leggenda immortale: "Bohemian Rhapsody" non è solo il biopic di Freddie Mercury, ma un viaggio emotivo che mescola musica, identità, successo e solitudine.

Uscito nel 2018 e interpretato da un magnetico Rami Malek, il film racconta l’ascesa dei Queen con il ritmo di un greatest hits e il cuore di un melodramma rock.

È un racconto senza filtri, che punta dritto alle emozioni e non teme di mostrare le crepe dietro la gloria. E sì: è uno di quei film che, anche se sai come va a finire, riesce comunque a colpirti allo stomaco. Ma se ti stai chiedendo come finisce o dove sia stato girato, qui trovi tutte le risposte.

"Bohemian Rhapsody": la trama completa del film

La storia inizia nel 1970. Farrokh Bulsara lavora come addetto ai bagagli all’aeroporto di Heathrow e vive con la sua famiglia, divisa tra tradizioni zoroastriane e sogni troppo grandi per stare in casa. Una sera entra in un pub per assistere a un concerto degli Smile e lì il destino accelera.

Dopo l’uscita di scena del cantante Tim Staffell, Farrokh si propone come sostituto e impressiona Brian May e Roger Taylor con una voce fuori scala. Nasce così il nucleo dei Queen, completato poco dopo dal bassista John Deacon. Parallelamente, Farrokh conosce Mary Austin, commessa nella boutique Biba, e tra i due scatta un legame profondo.

Quando Farrokh cambia nome in Freddie Mercury e ribattezza la band Queen, è chiaro che non si tratta solo di un rebranding: è una dichiarazione di identità. Il gruppo gira la Gran Bretagna, vende il furgone per finanziare il primo album e attira l’attenzione della EMI grazie all’ingegnere del suono Roy Thomas Baker.

Il successo arriva con "Killer Queen" dopo un’esibizione a Top of the Pops, ma è con "A Night at the Opera" che i Queen alzano davvero l’asticella. Freddie spinge per incidere "Bohemian Rhapsody", una canzone fuori da ogni schema radiofonico. Quando l’etichetta si rifiuta di pubblicarla come singolo, Freddie aggira il sistema grazie al DJ Kenny Everett. Contro ogni previsione, il brano diventa un fenomeno globale.

Intanto, la vita privata di Freddie si complica. Durante il tour, inizia a interrogarsi sulla propria sessualità. Chiede a Mary di sposarlo, poi le confessa di essere bisessuale. Lei replica sostenendo che lui sia gay, annullano il fidanzamento ma restano legati da un affetto incrollabile. Negli anni Ottanta, tra "We Will Rock You" e "Another One Bites the Dust", le tensioni interne aumentano, alimentate dall’influenza di Paul Prenter, che isola Freddie dal resto della band.

Dopo il video di "I Want to Break Free", accolto male negli Stati Uniti, Freddie lascia i Queen, firma un contratto milionario e si trasferisce a Monaco per registrare "Mr. Bad Guy". Qui sprofonda in eccessi e solitudine, finché l’incontro con Jim Hutton e il richiamo di Mary lo spingono a rimettere in discussione tutto.

Il finale spiegato: Live Aid, malattia e addio di Freddie

Il cuore emotivo del film è il ritorno di Freddie a Londra. Dopo aver scoperto di essere sieropositivo, decide di ricucire il rapporto con i Queen e propone loro di esibirsi al Live Aid. Rivela la sua condizione ai compagni, chiede che resti privata e dichiara di voler continuare a fare musica finché ne avrà la forza.

Il giorno del concerto, Freddie si riunisce con Mary, Jim e la sua famiglia, facendo proprie le parole del padre: "Buoni pensieri, buone parole, buone azioni". Poi sale sul palco di Wembley. La sequenza del Live Aid è una ricostruzione minuziosa e potentissima: Freddie domina il pubblico, gioca con la folla, canta come se fosse l’ultima volta. È il momento in cui il mito incontra l’uomo.

I titoli di coda raccontano ciò che il film non mostra: Freddie Mercury muore nel 1991 per una polmonite correlata all’AIDS. Dopo la sua morte, "Bohemian Rhapsody" torna in classifica e nasce il Mercury Phoenix Trust per la lotta contro l’HIV. Un finale che non cerca facili lacrime, ma lascia un’eco lunga quanto una nota tenuta all’infinito.

Dove è stato girato "Bohemian Rhapsody" tra set e realtà

Anche se il film attraversa mezzo mondo, "Bohemian Rhapsody" è stato girato quasi interamente nel Regno Unito. La pre-produzione è iniziata nel luglio 2017 e le riprese principali a Londra nel settembre dello stesso anno. L’archivista dei Queen, Greg Brooks, ha lavorato fianco a fianco con la produzione per garantire la massima fedeltà storica, dai costumi agli strumenti.

La scena simbolo del Live Aid non è stata girata a Wembley, ma su un set gigantesco allestito nell’ex aeroporto RAF di Bovingdon. Circa cento comparse sono state scansionate a 360 gradi e replicate digitalmente per creare una folla da stadio. Nel montaggio finale, alcune canzoni come "We Will Rock You" e "Crazy Little Thing Called Love" sono state tagliate per motivi di ritmo narrativo.

Rami Malek ha affrontato una trasformazione totale. I denti protesici, realizzati da Chris Lyons, erano fondamentali per ricreare l’aspetto iconico di Freddie. L’attore ha studiato i movimenti sul palco, preso lezioni di canto e pianoforte e lavorato con un coach per l’accento. Ha dichiarato: 

virgolette
Ho dovuto ricreare le cose che lui faceva sul momento, sul palco. Ci sono stati molti giorni in cui mi sono detto: È una causa persa

Dopo il film, Malek ha detto di essere diventato un "super fan dei Queen" e ha aggiunto: "Vedo Freddie come il miglior performer di tutti i tempi… Non ho mai smesso di stupirmi di quest’uomo". Le parti vocali del film mescolano la voce originale di Mercury, quella di Malek e gli interventi del cantante Marc Martel, creando un’illusione sonora che rende omaggio senza imitare.

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