Tolleranza zero, si diceva una volta. Mario Sechi vuole una risposta durissima da parte dello Stato dopo i fatti di sabato accaduti a Torino:
L'assalto alla polizia a Torino ha messo in chiaro una cosa: è tornata la violenza politica
E, per il direttore di Libero, Askatasuna è solo "l'elemento più in vista di una galassia di movimenti che hanno un tratto comune: la ricerca dello scontro. L'antagonismo non è solo una sfida ideologica, è anche un programma di guerriglia".
Insomma: sabato, gli antagonisti sono scesi in piazza per uccidere. Lo Stato, quindi, deve reagire come fece negli anni di piombo contro il terrorismo.
Sechi e una risposta da anni di piombo dello Stato
Non c'è nulla da scherzare, né da sottovalutare. L'Italia rischia di ripiombare negli anni di piombo, la violenza politica rischia di tornare a mietere vittime a centinaia.
Mario Sechi la mette così:
È la stessa leadership di Askatasuna a smontare la consolatoria (e assolutoria) teoria sugli infiltrati nel pacifico corteo di Torino: non c'è alcuna manina esterna, il loro obiettivo è il conflitto
Per questo, secondo il direttore di Libero, lo Stato non deve farsi trovare impreparato:
Il nemico è il governo Meloni, accusato di complicità con i capitalisti, gli Stati Uniti d'America e Israele
Il fenomeno degli antagonisti di oggi non va sottovalutato, poi, anche perché parla ai giovanissimi, sottolinea Sechi:
Sono magma, un movimento ancora allo stato nascente, stanno strutturando un messaggio comune, hanno dei collegamenti internazionali, sanno cosa è e come di fa una guerra asimmetrica, reclutano combattenti per la causa. Non è un nemico potenziale dello Stato, è una minaccia chiara e presente
Per il direttore, non si tratta di delinquenti comuni, ma di eversivi.
Come rispondere all'attacco di sabato
Come fa, quindi, lo Stato a dare una risposta all'altezza dopo i fatti di Torino di sabato scorso?
Per Mario Sechi, non ci sono dubbi: riprendendo la mano dura utilizzata per uscire dagli anni di piobo:
L'Italia negli anni Settanta e Ottanta varò una serie di leggi speciali per sconfiggere il terrorismo: la legge Reale, i decreti Cossiga, la legge sui pentiti e dissociati. Era una legislazione dettata dallo stato d'eccezione...
A tal proposito, Sechi pone la domanda chiave:
Oggi esiste un'emergenza?
La risposta, secondo il direttore, la deve dare non solo il governo, bensì tutto il parlamento, tutti i partiti:
La Prima Repubblica aveva una cultura politica di primissimo livello, è da quella esperienza che bisogna partire, servono strumenti investigativi più ramificati, poteri della polizia più incisivi, una forte intelligence sul piano interno, una magistratura consapevole del livello di rischio. Se è un attacco allo Stato, la risposta deve essere adeguata alla minaccia