Ancora una volta, il governo italiano non ci ha capito niente. Quando il ministro della Difesa Guido Crosetto invoca l'unità delle forze politiche per combattere la violenza politica come accadde contro le Brigate Rosse e quando la premier Giorgia Meloni sostiene che sabato a Torino è stato sferrato un attacco allo Stato, si dimostra completamente fuori strada, come quando garantisce il sostegno italiano all'Ucraina. Parola di Alessandro Orsini.
Oggi, sul Fatto Quotidiano, il professore della Luiss dice la sua sui fatti di Torino.
Orsini e la destra che ha "impulsi violentissimi"
Più che la violenza dei criminali che hanno partecipato al corteo pro Askatasuna, Orsini punta il dito contro la violenza della destra, per come ha commentato i fatti accaduti sabato:
Quando la sicurezza è minacciata, i governanti devono essere lucidi ed emotivamente distaccati. Non è accaduto con l'Ucraina e non sta accadendo per i fatti di Torino...
Orsini se la prende in modo particolare con Guido Crosetto, reo di aver dichiarato che le frange violente "devono essere combattute come sono state combattute le Brigate Rosse".
Peccato che a Orsini quel precedente non piaccia:
Contro le Br lo Stato italiano ha usato anche la tortura. Il che spiega perché l'Italia, per tanti anni, non abbia voluto introdurre nell'ordinamento penale il reato di tortura giacché le torture contro i brigatisti rossi, durante il rapimento del Generale americano James Lee Dozier e non solo, sono state ammesse dagli stessi ufficiali di polizia che le hanno praticate nelle loro memorie autobiografiche pubblicate dai maggiori editori italiani. Consiglio a Crosetto di informarsi...
La destra e la violenza
Sta di fatto che il nodo vero della questione sollevata da Orsini è che la destra "non può fare a meno del mito della forza":
L'estrema destra è sempre felice quando la società precipita nei disordini, perché i disordini rendono possibile il linguaggio della forza
Per il sociologo più apprezzato da Marco Travaglio, è il caso del Governo Meloni:
Per la cultura di estrema destra, i disordini sono come un regalo di Natale. L'attesa dura tutto l'anno. Quando il regalo arriva, la gioia è proporzionale all'attesa. Quanto maggiore è l'attesa, tanto più grande è l'entusiasmo. E noi lo vediamo nei video che i parlamentari di destra pubblicano sui loro profili social. Il loro è un inno gioioso alla repressione e al manganello...
Gira e rigira la frittata, quindi, per Orsini, sott'accusa ci vanno il centrodestra e il Governo, non i delinquenti che hanno rischiato di ammazzare dei poliziotti e chi li copre politicamente:
Questo aiuta a comprendere le forze culturali che hanno spinto Crosetto a richiamare il clima terribile dell'Italia delle Brigate Rosse: un clima che, inconsciamente, il mondo attorno a lui concupisce. Sono le stesse forze culturali che hanno spinto Meloni a parlare di attacco allo Stato. Se si tratta di attacco allo Stato, allora si spara ad alzo zero...
Come dire: la violenza, per Orsini insita nella destra, si può dispiegare senza dare più spiegazioni:
Non pochi parlamentari di destra sono dominati da impulsi violentissimi, che non vedono dentro di sé perché li sfogano attraverso le forze dell'ordine. Picchiano con i manganelli altrui. E concupiscono un'Italia orrenda