Il nuovissimo trailer di "Il diavolo veste Prada 2" è arrivato come un tacco 12 sul pavimento di Runway: secco, riconoscibile, impossibile da ignorare.
Bastano pochi secondi per rimettere in moto la macchina della nostalgia e, soprattutto, per accendere un interrogativo che ha già fatto impazzire i social: perché Miranda Priestley sembra non ricordarsi affatto di Andy Sachs?
Vent’anni dopo il primo incontro, i ruoli si ribaltano, la carta stampata vacilla e le vecchie dinamiche di potere tornano a mordere. Con il sequel in arrivo il 1° maggio 2026, il teaser non dà risposte definitive, ma semina indizi succosi come un front row alla fashion week. Tutti i dettagli trapelati dall'intrigante trailer.
Nel trailer, Miranda Priestley entra in scena esattamente come ce la ricordavamo: algida, impeccabile, distante anni luce dal resto del mondo.
Quando però si trova di fronte ad Andy, accade qualcosa di spiazzante. Nessun lampo di riconoscimento, nessuna smorfia, nemmeno l’ombra di quel rispetto riluttante che aveva chiuso il primo film. Miranda guarda avanti, come se Andy fosse solo un volto qualunque perso tra mille stagisti.
La spiegazione più semplice? Il potere. Miranda ha sempre usato l’indifferenza come arma. Fingere di non ricordare Andy significa rimettere immediatamente le gerarchie al loro posto. È il modo più elegante – e crudele – per dire: "Tu sei passata, io sono rimasta".
In fondo, Miranda ha sempre giocato a scacchi mentre gli altri muovevano a dama. Riconoscere Andy significherebbe ammettere che quella giovane assistente ha lasciato un segno. Meglio liquidarla con indifferenza e ricordarle, senza dirlo apertamente, chi comanda ancora.
Il commento di Nigel, che riduce Andy a "una delle Emily", rafforza questa lettura. A Runway le persone sono spesso intercambiabili, almeno dal punto di vista di chi siede al vertice. E anche se il pubblico ricorda bene il percorso di Andy, per Miranda potrebbe essere stato solo un capitolo minore in una carriera fatta di migliaia di volti e infinite stagioni di moda.
Se nel film del 2006 Andy correva dietro a Miranda con lo sguardo terrorizzato e il guardaroba sbagliato, nel sequel la musica è cambiata. Il trailer mostra chiaramente che Andy torna a Runway da redattrice, con un’autorità tutta nuova e una sicurezza che non ha nulla da invidiare a quella della sua ex capa. Il ritorno non è nostalgico, ma strategico.
Il contesto, però, è molto diverso da quello dei primi anni Duemila. Il mondo patinato di Runway deve fare i conti con il declino della carta stampata e con un’industria editoriale che fatica a restare rilevante. In questo scenario, Andy rappresenta il cambiamento: è cresciuta professionalmente altrove, ha visto il sistema dall’esterno e ora rientra con una prospettiva più ampia.
Ed è proprio questo che rende la freddezza di Miranda ancora più significativa. Andy non è più una stagista sacrificabile, ma una professionista che potrebbe fare ombra. Fingere di non riconoscerla diventa quindi una forma di difesa, un modo per non legittimare la sua ascesa. A Runway, del resto, nessuno ottiene potere senza pagare un prezzo.
Nel gioco di sguardi e silenzi del trailer, Nigel ed Emily non fanno da semplici comparse. Nigel resta il custode della memoria di Runway, colui che conosce tutti i retroscena ma sceglie con cura cosa raccontare e cosa omettere. La sua battuta su Andy non è solo sprezzante, ma rivelatrice di una cultura aziendale in cui l’individualità conta poco.
Emily, invece, è la vera sorpresa. Non più assistente stressata e sempre sull’orlo di una crisi, ma dirigente affermata di un marchio di moda di lusso. Il suo ritorno in scena è carico di tensione e sottintesi. Il trailer lascia intendere che tra lei e Andy non tutto sia stato archiviato, e che i vecchi rancori - e quella vaga amicizia - possano riemergere proprio ora che entrambe giocano nella stessa lega.
Il loro incontro promette scintille: due ex sottoposte di Miranda, cresciute all’ombra della stessa tirannia, ora pronte a misurarsi da pari. In un mondo dove l’apparenza è tutto, anche i conti in sospeso trovano sempre il modo di tornare a galla.
A rendere il trailer ancora più potente è il modo in cui dialoga apertamente con il passato. Le parole del cast confermano questa sensazione di ritorno alle origini. Meryl Streep ha paragonato il revival di Miranda al ritrovare un capo dimenticato in fondo all’armadio, chiedendosi se le stesse ancora bene.
Emily Blunt ha parlato di un ritorno a casa, sottolineando quanto sia stato naturale rientrare nei panni di Emily, un personaggio che sembra non averla mai davvero lasciata.
Anne Hathaway ha descritto il momento in cui ha rivisto Miranda camminare davanti a lei sul set come un’esperienza quasi surreale, un cortocircuito temporale tra passato e presente. E Stanley Tucci ha raccontato di come Nigel sia sempre rimasto una parte di lui, pronto a tornare alla luce, soprattutto attraverso i costumi.
Il trailer di "Il diavolo veste Prada 2" non svela tutto, ma fa esattamente quello che deve fare: riattivare l’immaginario collettivo, stuzzicare la curiosità e ricordare che, nel mondo di Runway, nulla è mai davvero dimenticato. Nemmeno Andy Sachs.