In ogni caso, sono "botte da orbi": così scrive Marco Travaglio nell'editoriale di oggi in prima pagina sul suo Fatto Quotidiano a proposito dei gravi incidenti che si sono registrati sabato a Torino in occasione del corteo pro Askatasuna, il centro sociale già in passato al centro di azioni violente.
Se non c'è scappato il morto, è stato quasi un miracolo. Un poliziotto è stato preso a martellate e la città ancora una volta è finita ostaggio dei teppisti.
Ma tant'è. Travaglio la mette così:
Come dire: per il direttore del Fatto, poliziotti e delinquenti sono sullo stesso piano:
Peccato che a inficiare il ragionamento di Travaglio che mette sullo stesso piano poliziotti e delinquenti è il fatto altrettanto scontato che i primi si svegliano la mattina per far rispettare l'ordine pubblico, i secondi per delinquere.
A Marco Travaglio, in ogni caso, sembra di stare in un manicomio. Anche quando il centrodestra, con la premier Giorgia Meloni, dopo aver visto le immagini dell'aggressione subita dal poliziotto, denuncia un vero e proprio attacco allo Stato, e poi chiede alla sinistra radicale di prendere le distanze dai facinorosi, di smetterla di coprirli con il solito ritornello che si tratta di "compagni che sbagliano" o che sono solamente una frangia minoritaria di chi è sceso in piazza a protestare.
Del resto, i disordini erano annunciati. E lo stesso motivo della manifestazione era quello di riaprire un centro sociale che ha fatto da culla a teppisti e delinquenti negli ultimi anni.
sostiene l'avvocato Travaglio:
O servirebbe verificare se nelle campagne elettorali non ci sia alcun contatto tra politici di sinistra e le frange violente dei centri sociali.
E comunque: Travaglio trova ridicolo il discorso anche quando si scivola nella volontà di mettere a punto una stretta normativa sulla sicurezza.
Per lui, una legge che punisce chi picchia un poliziotto c'è già, sia grazie al Codice Rocco che a quello di Zanardelli del 1890. Inutile, quindi, rimetterci mano, magari studiando il fenomeno della violenza di piazza come si dipana oggi.
Come possiamo cavarcela, allora? Il direttore del Fatto ha quest'idea: