La Francia ha superato l’impasse sul bilancio per il 2026, mettendo fine a mesi di incertezza. L’approvazione del testo rappresenta un passaggio cruciale per la stabilità economica della seconda economia dell’Unione europea, segnata dalle profonde fratture che attraversano il panorama politico del paese e la fragilità dell’attuale esecutivo.
Il bilancio dello stato per il 2026 è stato approvato dal Parlamento il 2 febbraio, chiudendo una fase di negoziati infruttuosi tra le forze politiche e di stallo prolungato. L’incapacità di raggiungere un compromesso aveva paralizzato il processo decisionale e aveva aumentato la pressione sui mercati e sulle istituzioni europee.
La France a enfin un budget.
— Sébastien Lecornu (@SebLecornu) February 2, 2026
Un budget qui assume des choix clairs et des priorités essentielles. Un budget qui contient la dépense publique, qui n’augmente pas les impôts pour les ménages et les entreprises.
Ce texte n’est pas le texte du Gouvernement, il est le résultat d’un…
Di fronte al rischio di un blocco prolungato, il primo ministro francese, Sebastien Lecornu, ha deciso di ricorrere ad una clausola, ovvero l'articolo 49.3 della Costituzione, che consente al governo di adottare una legge senza il voto dei parlamentari. Questa scelta, sebbene prevista dall’ordinamento, ha rappresentato un atto politicamente delicato, esponendo l’esecutivo al rischio di mozioni di sfiducia da parte dell’opposizione.
L’uso della clausola costituzionale ha aperto la strada ad una serie di mozioni di sfiducia presentate sia dalla sinistra sia dall’estrema destra di Rassemblement National. Il governo Lecornu è riuscito a sopravvivere, ma la sua tenuta è dipesa in larga misura dalle dinamiche interne all’opposizione.
In particolare, il Partito Socialista di centrosinistra ha scelto di non unirsi ai suoi ex alleati nel tentativo di far cadere il governo. Una scelta che ha permesso all’esecutivo di restare in carica, ma che ha messo in evidenza la natura precaria degli equilibri parlamentari.
Sul piano economico, il bilancio approvato si discosta dagli obiettivi iniziali del governo. Lecornu puntava a contenere il deficit pubblico al 4,6 per cento del PIL nel 2026, ma le richieste avanzate dai diversi legislatori hanno fatto salire la stima al 5 per cento del PIL rispetto al 5,4 per cento del 2025.
L’approvazione del bilancio 2026 consente alla Francia di uscire da una fase di instabilità istituzionale, ma lascia aperti interrogativi sulla solidità politica del governo Lecornu. Parigi si avvia verso il prossimo anno fiscale con un equilibrio ancora fragile, osservato con attenzione sia a livello europeo sia internazionale.