02 Feb, 2026 - 17:17

Gigi Cagni, cinquant’anni di calcio dal volto umano

Gigi Cagni, cinquant’anni di calcio dal volto umano

Luigi Cagni detto Gigi lo ricordo sulle Figurine Panini con la maglia del Brescia, quella con il V bianco su sfondo celeste. Poi l’ho visto seduto su tante panchine di serie A, B e C. Scrivo “seduto” perché allora gli allenatori stavano, appunto, seduti e non correvano come forsennati, più di qualche calciatore, sulla fascia per dare indicazioni e controindicazioni.
Ora Cagni ha scritto un libro. Si intitola “Rànget”, che in bresciano vuol dire arrangiati, e racconta cinquant’anni a imparare dal calcio. Il volume è edito da Perrone. Era un antisacchiano, votato al difensivismo, e nel volume racconta la vita del mister: “Quando va male è un dolore venato di analisi, quando va bene è un trionfo senza estasi”.

Calciatore e allenatore di provincia, ha scritto un libro autobiografico

Gigi Cagni racconta cinquant’anni di calcio dal volto umano, vissuto sulle barricate, prima da calciatore e poi da allenatore. Le vittorie e le disillusioni, la depressione, la rinascita, dagli anni Sessanta al quartiere Carmine di Brescia dove dava i primi calci al pallone, fino agli scandali del calcio-scommesse e alle panchine che gli hanno regalato successi impronosticabili e cadute feroci. Il tutto senza mai allontanarsi da un ideale del calcio che è tempra, sacrificio e capacità di fare onestamente i conti con sé stessi – l’uomo prima dell’atleta, la tecnica prima della tattica, in una parola: i valori”. I valori del calcio che fu.

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