È accusato di aver ucciso la compagna Anastasia e la figlia di 14 mesi, Andromeda, i cui corpi furono trovati a poche centinaia di metri l'uno dall'altro tra la vegetazione di Villa Doria Pamphili, a Roma, nel giugno 2025. Francis Ford Kaufmann, cittadino americano, si è sempre proclamato innocente ed è tornato a farlo oggi, 2 febbraio, davanti ai giudici della Corte d'Assise.
L'occasione è stata la prima udienza del processo che vede l'uomo - noto anche con l'alias di "Rexal Ford" - imputato per duplice omicidio e occultamento di cadavere. Kaufmann, presente in aula al fianco del suo legale, Paolo Foti, ha in sostanza ribadito la sua innocenza, pronunciando un soliloquio nel corso del quale, visibilmente agitato, è scoppiato in lacrime e ha mormorato, riferendosi ai testimoni citati dai giudici: "Sono tutti mafiosi".
Secondo l'avvocato Foti, le condizioni psichiche del 46enne si sarebbero "deteriorate" negli ultimi mesi in modo evidente. Per questo, il legale ha chiesto che Kaufmann venga sottoposto a una perizia psichiatrica che ne valuti la capacità di intendere e di stare a processo.
I giudici hanno deciso di riservarsi e di pronunciarsi "all'esito dell'acquisizione del diario clinico dell'imputato". Nel frattempo, il dibattimento è stato aggiornato al 9 febbraio.
hanno dichiarato uscendo i legali della parte civile, Arturo Salerni e Mario Antonio Angelelli.
La Procura si è opposta alla richiesta della difesa di Kaufmann, accusandolo - sulla base degli elementi di prova raccolti - di essere stato cosciente quando, lo scorso giugno, strangolò prima la compagna e poi la figlia, di cui il test del Dna ha confermato la paternità, occultandone i corpi all'interno del parco romano.
Durante gli interrogatori, l'uomo non ha mai confessato, abbandonandosi però a scenate di vario tipo. La Repubblica e Il Messaggero riportano oggi che, dopo l'uccisione di Anastasia, avrebbe contatto delle agenzie di "baby modelling" per far partecipare la figlia a set pubblicitari e, probabilmente, procurarsi denaro.
Quando è stato fermato, si trovava sull'isola di Skiathos, in Grecia. Per verificare se ci siano state omissioni nella gestione e valutazione dei rischi da parte dei poliziotti che lo fermarono nelle settimane precedenti ai delitti, è stato aperto un fascicolo a modello 45 (senza indagati né ipotesi di reato). Si attendono sviluppi.