02 Feb, 2026 - 16:07

Duplice omicidio di Villa Pamphili, cosa è successo al processo? Kaufmann in aula: "Sono innocente"

Duplice omicidio di Villa Pamphili, cosa è successo al processo? Kaufmann in aula: "Sono innocente"

È accusato di aver ucciso la compagna Anastasia e la figlia di 14 mesi, Andromeda, i cui corpi furono trovati a poche centinaia di metri l'uno dall'altro tra la vegetazione di Villa Doria Pamphili, a Roma, nel giugno 2025. Francis Ford Kaufmann, cittadino americano, si è sempre proclamato innocente ed è tornato a farlo oggi, 2 febbraio, davanti ai giudici della Corte d'Assise. 

La prima udienza del processo per gli omicidi di Villa Pamphili

L'occasione è stata la prima udienza del processo che vede l'uomo - noto anche con l'alias di "Rexal Ford" - imputato per duplice omicidio e occultamento di cadavere. Kaufmann, presente in aula al fianco del suo legale, Paolo Foti, ha in sostanza ribadito la sua innocenza, pronunciando un soliloquio nel corso del quale, visibilmente agitato, è scoppiato in lacrime e ha mormorato, riferendosi ai testimoni citati dai giudici: "Sono tutti mafiosi". 

La difesa ha chiesto per il 46enne una perizia psichiatrica

Secondo l'avvocato Foti, le condizioni psichiche del 46enne si sarebbero "deteriorate" negli ultimi mesi in modo evidente. Per questo, il legale ha chiesto che Kaufmann venga sottoposto a una perizia psichiatrica che ne valuti la capacità di intendere e di stare a processo. 

I giudici hanno deciso di riservarsi e di pronunciarsi "all'esito dell'acquisizione del diario clinico dell'imputato". Nel frattempo, il dibattimento è stato aggiornato al 9 febbraio. 

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I genitori di Anastasia, nonni di Andromeda, si aspettano verità e giustizia,

hanno dichiarato uscendo i legali della parte civile, Arturo Salerni e Mario Antonio Angelelli.

L'accusa di duplice omicidio e occultamento di cadavere

La Procura si è opposta alla richiesta della difesa di Kaufmann, accusandolo - sulla base degli elementi di prova raccolti - di essere stato cosciente quando, lo scorso giugno, strangolò prima la compagna e poi la figlia, di cui il test del Dna ha confermato la paternità, occultandone i corpi all'interno del parco romano.

Durante gli interrogatori, l'uomo non ha mai confessato, abbandonandosi però a scenate di vario tipo. La Repubblica e Il Messaggero riportano oggi che, dopo l'uccisione di Anastasia, avrebbe contatto delle agenzie di "baby modelling" per far partecipare la figlia a set pubblicitari e, probabilmente, procurarsi denaro. 

Quando è stato fermato, si trovava sull'isola di Skiathos, in Grecia. Per verificare se ci siano state omissioni nella gestione e valutazione dei rischi da parte dei poliziotti che lo fermarono nelle settimane precedenti ai delitti, è stato aperto un fascicolo a modello 45 (senza indagati né ipotesi di reato). Si attendono sviluppi. 

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