La Roma di Gian Piero Gasperini ha scelto Bryan Zaragoza perché incarna perfettamente il tipo di calcio che il tecnico vuole costruire: intenso, verticale e ricco di giocatori capaci di rompere gli equilibri nell’uno contro uno.
Dopo aver cercato a lungo un esterno offensivo in grado di dare imprevedibilità e velocità al reparto avanzato, il club giallorosso ha individuato nello spagnolo il profilo ideale, un giocatore giovane ma già abituato ai grandi palcoscenici e con una naturale vocazione offensiva. Zaragoza arriva per aggiungere fantasia, accelerazioni e soluzioni alternative a un attacco che punta a essere sempre più dinamico e aggressivo.
Bryan Zaragoza è uno dei talenti offensivi più interessanti emersi negli ultimi anni dal calcio spagnolo e rappresenta un profilo perfetto per la nuova Roma che punta su velocità, fantasia e imprevedibilità.
Nato a Málaga nel 2001, Zaragoza è un esterno offensivo di piccola statura ma di enorme impatto tecnico, capace di cambiare il volto di una partita con una giocata improvvisa. Il suo calcio è fatto di accelerazioni, dribbling e continue provocazioni verso la difesa avversaria, caratteristiche che lo rendono particolarmente difficile da marcare.
Non è il classico esterno che vive solo di corsa sulla fascia: Bryan ama ricevere il pallone tra le linee, puntare l’uomo e creare superiorità numerica, attirando raddoppi e liberando spazi per i compagni.
Questo lo rende un giocatore estremamente utile nei sistemi offensivi moderni, soprattutto per squadre che vogliono mantenere il controllo del pallone e attaccare con più uomini. Alla Roma arriva come un profilo pronto a incidere subito ma con ampi margini di crescita, ideale sia per il presente che per il futuro.
La storia calcistica di Bryan Zaragoza parte dall’Andalusia, dove cresce nel settore giovanile del Granada e inizia a farsi notare per la sua capacità di spaccare le partite partendo dalla panchina.
Dopo una fase di apprendistato tra Serie C e Segunda División, la sua vera esplosione avviene con la prima squadra del Granada, dove in Liga dimostra di poter mettere in difficoltà anche difese di alto livello grazie alla sua velocità e al suo talento nel dribbling.
Le sue prestazioni attirano l’attenzione dei grandi club europei e nel gennaio 2024 arriva la chiamata del Bayern Monaco, che decide di investire su di lui come talento da sviluppare.
In Germania, però, trova poco spazio in una squadra piena di campioni, e per questo viene girato in prestito per continuare il suo percorso di crescita. Le esperienze in Spagna con club come Osasuna e Celta Vigo gli permettono di accumulare minuti importanti, maturità tattica e maggiore continuità.
Nel 2026 arriva il salto in Serie A con il trasferimento alla Roma, che lo preleva dal Bayern in prestito. Per il club giallorosso si tratta di un’operazione mirata: un giocatore già abituato ai grandi palcoscenici europei, ma ancora giovane e con fame di affermarsi definitivamente. Zaragoza arriva nella Capitale con l’obiettivo di diventare uno degli uomini chiave dell’attacco romanista.
Bryan Zaragoza è un esterno offensivo che fa della tecnica e della rapidità le sue armi principali. Nonostante la statura ridotta, ha un baricentro basso che gli consente cambi di direzione fulminei e una protezione della palla superiore alla media. È uno specialista dell’uno contro uno: ama puntare il difensore, saltare l’uomo e creare squilibri che aprono spazi per tutta la squadra.
La sua posizione preferita è sulla fascia sinistra, da dove può accentrarsi e cercare sia la conclusione sia l’ultimo passaggio.
Ha una buona visione di gioco e una sensibilità notevole nel servire i compagni negli spazi, qualità che lo rendono pericoloso non solo come finalizzatore ma anche come rifinitore. In campo aperto è devastante, perché unisce accelerazione e controllo di palla, risultando letale nelle transizioni offensive.
Dal punto di vista tattico, Zaragoza è molto moderno: può giocare da ala, da trequartista o anche da seconda punta, adattandosi a più moduli. Alla Roma porta imprevedibilità, fantasia e quella capacità di rompere gli equilibri che spesso manca contro difese chiuse. Se troverà continuità e fiducia, può diventare uno dei giocatori più decisivi del reparto offensivo giallorosso.