La piccola Alessandra aveva appena quattro anni quando è morta nella sua casa a Tufino, in provincia di Napoli, a dicembre 2024.
A distanza di oltre un anno da allora, i carabinieri della Compagnia di Nola hanno arrestato due persone: si tratta degli zii della piccola, ai quali era stata affidata dai genitori naturali, senza un provvedimento ufficiale.
Gravissima l'accusa a loro carico: omicidio aggravato. Nel frattempo è stata loro revocata la responsabilità genitoriale: sono infatti genitori di tre figli di 12, 11 e 2 anni.
Dopo un anno di indagini, il 31 gennaio 2026 i Carabinieri della Compagnia di Nola hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due persone, ritenute responsabili della morte della piccola Alessandra nella notte tra il 13 e il 14 dicembre 2024.
Due le telefonate arrivate al 118 da casa degli zii della bambina: in una avevano parlato di un malore; nella seconda, invece, di una caduta dalla scala a chiocciola.
A far scattare gli accertamenti erano state le condizioni del corpo, che riportava bruciature, lividi e gravi segni di malnutrizione. Aveva anche pochissimi capelli e alcuni graffi sulla schiena.
Le indagini, condotte dalla Procura di Nola con i carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Nola, insieme alla Stazione di Tufino, sono state lunghe e complesse.
Gli elementi raccolti nel corso dei rilievi, insieme agli esiti di una consulenza medico-legale collegiale e di una consulenza informatica, hanno permesso agli inquirenti di ricostruire lo sviluppo cronologico della tragica vicenda.
Alessandra era stata affidata agli zii dopo la sospensione della potestà genitoriale della madre e del padre avvenuta nell'estate del 2024. Secondo quanto emerso dallo scambio di messaggi e dalle dichiarazioni rese durante gli interrogatori, la bimba sarebbe stata sottoposta a gravi maltrattamenti, definiti "child neglect".
La piccola, gravemente denutrita, vittima di condotte violente, ha avuto un decadimento fisico che l'ha portata alla morte.
Le sue condizioni già precarie, unite ad altri traumi come le ustioni, le piaghe da decubito e una frattura, avevano favorito l'insorgenza di una patologia polmonare.
Come riporta Il Corriere della Sera, era stata fissata un'udienza per valutare le capacità genitoriali della madre e del padre naturali, nonché l'affido definitivo della piccola Alessandra. Vittima innocente di chi avrebbe dovuto prendersi cura di lei.