Il giorno dopo gli scontri di Torino durante il corteo per Askatasuna si contano i feriti, molti dei quali tra le file delle forze dell'ordine coinvolte nei violenti scontri con i manifestanti.
Questa mattina – domenica 1 febbraio 2026 – la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata in visita privata presso l'ospedale Molinette di Torino per far visita agli agenti rimasti feriti. Tra questi anche l'agente in servizio al reparto mobile di Padova accerchiato e colpito a calci, pugni e martellate da un gruppo di manifestanti nei pressi del Campus Einaudi.
Immagini che sono diventate il simbolo di una manifestazione che come ampiamente temuto alla vigilia si è trasformato in una guerriglia urbana 'contro lo Stato' come aveva sottolineato ieri la premier.
Meloni è stata accolta dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. Al momento al nosocomio piemontese si troverebbero ricoverati due feriti.
La presidente Giorgia Meloni è entrata dall'ingresso del pronto soccorso e si è trattenuta nell'ospedale per una decina di minuti, uscendo poi senza rilasciare dichiarazioni.
Ieri, tuttavia, in un duro post sociali aveva espresso la sua condanna per i fatti accaduti durante la manifestazione definendo i manifestanti “nemici dello Stato”.
Per la premier, infatti, le immagini dell'agente aggredito a martellate è la prova che non si è di fronte a “manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato” nei confronti dei quali occorre intervenire “senza sconti e senza giustificazioni”.
Quanto accaduto oggi a Torino, durante il corteo degli antagonisti contro lo sgombero dello stabile Askatasuna, è grave e inaccettabile.
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) January 31, 2026
Uno sgombero legittimo di un immobile occupato illegalmente è stato usato come pretesto per scatenare violenze, incendi, lanci di bombe carta… pic.twitter.com/AtVLzMVxfD
In mattinata poi il post della premier:
"Ora sarò chiara. Questi non sono manifestanti. Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio."
Ha scritto la presidente Meloni che poi ha aggiunto:
"Mi aspetto che la magistratura valuti questi episodi per quello che sono, senza esitazioni, applicando le norme che già ci sono e consentono di rispondere in modo fermo, perché non si ripeta che alla denuncia dei responsabili non segua nulla, come purtroppo è accaduto troppe volte."
Ha continuato con un nuovo riferimento alla magistratura.
Questa mattina sono stata all’ospedale Le Molinette di Torino per portare, a nome dell’Italia, la solidarietà a due degli agenti rimasti feriti negli scontri di ieri e, attraverso loro, a tutti i militari e gli appartenenti alle Forze dell’ordine coinvolti.
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) February 1, 2026
Alessandro ha 29… pic.twitter.com/ahRk0IVnaU
Sempre questa mattina il ministro della Difesa, Guido Crosetto si è recato in visita al comando provinciale dei Carabinieri di Torino. La visita, che è avvenuta in contemporanea all'arrivo della premier alle Molinette.
Giorgia Meloni ha annunciato di aver convocato per domani mattina (lunedì 2 febbraio 2026) una riunione per parlare di quanto accaduto a Torino.
ha detto la premier.
Non è la prima volta che durante le manifestazioni contro lo sgombero del centro sociale torinese si registrano episodi di violenza e guerriglia urbana, ma i fatti di ieri sembrano aver portato la tensione ad un livello superiore.
Era il 18 dicembre 2025 quando gli agenti della Digos di Torino eseguirono lo sgombero e il sequestro dell'edificio in Corso Regina Margherita, occupato dal centro sociale autonomo per quasi 30 anni.
I gravi fatti di Torino si inseriscono in un clima già molto teso sul tema della gestione della sicurezza in Italia.
Il governo sta per varare un nuovo pacchetto di misure volte a contrastare fenomeni di violenza urbana e criminalità che prevede anche una sorta di 'scudo penale' per le forze dell'ordine mentre sono in servizio.
Gli scontri di ieri durante il corteo per Akatasuna sono benzina sul fuoco e probabilmente avranno ripercussione anche sulla definizione delle norme da inserire nel decreto.
Lo scontro tra governo e magistratura, inoltre, continua ad intrecciarsi alle polemiche, ampliandole e avvelenandole.
Per contrastare la violenza e la criminalità "il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende", ha scritto ieri, Giorgia Meloni nel suo post.
Anche nel Paese il clima è incendiario. Ieri a commento del post del leader della Lega, Matteo Salvini, in cui tuonava contro gli aggressori delle forze dell'ordine a Torino, sono arrivati in pochi minuti centinaia di risposte alla sua proposta di andare oltre il carcere per gli autori del linciaggio del poliziotto a Torino, colpito a martellate dai manifestanti antagonisti.