31 Jan, 2026 - 20:50

Askatasuna: gli scontri a Torino erano annunciati? L'indignazione per il poliziotto preso a martellate

Askatasuna: gli scontri a Torino erano annunciati? L'indignazione per il poliziotto preso a martellate

Come è stato possibile? Gli scontri al corteo nazionale in solidarietà con il centro sociale Askatasuna a Torino non erano annunciati? E come è stato possibile che un poliziotto sia stato preso addirittura a martellate?

Askatasuna ha una lunga storia di atti di vandalismo, tant'è che è stato sgomberato il 18 dicembre scorso dopo il raid nella redazione della Stampa.

Fatto sta che anche oggi, il corteo a suo sostegno è degenerato in scontri violentissimi tra manifestanti e forze dell'ordine, con feriti, lanci di bombe carta e lacrimogeni. Se non c'è scappato il morto è stato un miracolo.

L'evento ha mobilitato migliaia di persone (secondo gli organizzatori, 50 mila; ma secondo la questura 20 mila) e provocato reazioni accese nel panorama politico italiano.

Cosa è accaduto al corteo di Askatasuna a Torino

Il corteo, partito nel pomeriggio di oggi da più punti della città come Palazzo Nuovo, Porta Nuova e Porta Susa, ha riunito migliaia di partecipanti, inclusi attivisti autonomi e figure come il fumettista Zerocalcare, secondo gli organizzatori fino a 50mila persone.

I disordini sono esplosi quando il corteo ha deviato verso corso Regina Margherita, vicino al centro sociale sgomberato, con frange di manifestanti che hanno lanciato bombe carta, fuochi d'artificio, petardi, fumogeni e persino molotov contro la polizia.

Le forze dell'ordine hanno risposto con cariche, idranti e un fitto lancio di lacrimogeni per contenere gli scontri, protrattisi per oltre un'ora anche al Campus Einaudi, dove autonomi hanno assaltato con sedie, razzi e oggetti.

Sei persone sono rimaste ferite e ricoverate tra Cto e Giovanni Bosco, per fortuna senza gravi conseguenze, mentre diversi cassonetti sono stati incendiati e molte strade sono state letteralmente devastate con scene di guerriglia urbana.

Questo, sebbene la maggior parte dei manifestanti abbia seguito il percorso pacifico, disperdendosi prima dei tafferugli.

Le reazioni politiche sugli scontri al corteo di Askatasuna

Le forze di centrodestra hanno condannato duramente la violenza. Davide Bergamini di Forza Italia ha espresso "forte preoccupazione" per i "gravi episodi contro le forze di polizia", definendoli "guerriglia urbana" a firma di veri e propri delinquenti e ha auspicato una condanna unanime per difendere legalità e agenti.

La Lega, con i deputati Elena Maccanti, Alessandro Benvenuto e la vicesegretaria Silvia Sardone, ha parlato di città "assediata da antagonisti" e di "terrorismo rosso" e ha chiesto più tutele per la polizia.

Critiche anche per la presenza controversa di esponento della maggioranza del sindaco Pd di Torino Stefano Lo Russo.

Il vicepremier Tajani, infine, si è detto indignato dalle immagini che hanno immortalato il poliziotto preso a martellate:

virgolette
Sono indignato da queste immagini che arrivano da Torino. Come si può prendere a martellate qualcuno? Per di più un poliziotto in servizio. Questi sono i figli di papà, i facinorosi e vigliacchi dei centri sociali. Mi stringo a tutte le forze dell’ordine, a chi con grande sacrificio e senso del dovere rappresenta lo Stato e le Istituzioni

Infine, è intervenuta anche Giorgia Meloni:

virgolette
Quanto accaduto oggi a Torino, durante il corteo degli antagonisti contro lo sgombero dello stabile Askatasuna, è grave e inaccettabile. Uno sgombero legittimo di un immobile occupato illegalmente è stato usato come pretesto per scatenare violenze, incendi, lanci di bombe carta e aggressioni organizzate, fino a colpire un blindato della Polizia. Le immagini dell’agente aggredito parlano da sole: non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato.A farne le spese sono state le Forze dell’ordine, costrette a fronteggiare una vera guerriglia urbana, e alcuni giornalisti, aggrediti mentre svolgevano il loro lavoro. A loro va la mia piena solidarietà, insieme a quella ai cittadini danneggiati, che hanno pagato il prezzo di una violenza cieca e deliberata.Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni

Quindi l'appello affinché tutte le istituzioni facciano la propria parte contro i violenti:

virgolette
Il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende.Difendere la legalità non è una provocazione: è un dovere.Lo Stato non arretra di fronte alla violenza di finti rivoluzionari abituati all’impunità e sta, senza ambiguità, dalla parte di chi indossa una divisa, di chi fa informazione e di chi rispetta le regole della convivenza civile

Ma c'è da scommettere che le polemiche si prolungheranno anche nei prossimi giorni attorno alla domanda se il pomeriggio di ordinaria follia di Torino poteva essere evitato.

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