02 Feb, 2026 - 10:30

Controllo delle frontiere, l’Europa chiede più autonomia nazionale: il sondaggio

Controllo delle frontiere, l’Europa chiede più autonomia nazionale: il sondaggio

La gestione delle frontiere è tornata a occupare un ruolo centrale nel dibattito dei paesi membri dell’Unione Europea. Un recente sondaggio evidenzia come la maggior parte dell’opinione pubblica europea guardi con favore ad un rafforzamento del controllo delle frontiere nazionali.

Il controllo delle frontiere torna al centro del dibattito europeo

Secondo una rilevazione condotta dalla società di comunicazione strategica FGS Global, riportata in un articolo esclusivo da Politico, in 23 paesi membri dell’Unione Europea, il 71 per cento degli intervistati ritiene che “l’Unione Europea deve consentire agli stati membri un controllo molto maggiore sui propri confini, in modo che i paesi possano gestire meglio l’immigrazione”.

Il campione ha incluso stati dell’Europa orientale, meridionale, settentrionale, occidentale e centrale, offrendo una fotografia ampia e rappresentativa del sentimento diffuso nel continente.

Il 79 per cento degli intervistati dell’Europa orientale, il 70 per cento di quelli dell’Europa meridionale, il 68 per cento del Nord Europa, il 69 per cento dell’Europa occidentale e il 69 per cento dell’Europa centrale si sono dichiarati fortemente o parzialmente d’accordo sulla questione.

Nel sondaggio, i paesi coinvolti sono stati suddivisi per aree geografiche a fini analitici: Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Romania e Slovacchia sono stati inclusi nell’Europa orientale; Cipro, Grecia, Italia, Portogallo, Slovenia e Spagna in quella meridionale; Danimarca, Estonia, Finlandia, Irlanda, Lettonia, Lituania e Svezia nell’Europa settentrionale; Belgio, Francia e Paesi Bassi nell’Europa occidentale, mentre Austria e Germania sono state considerate parte dell’Europa centrale.

Il dato segnala una richiesta trasversale di maggiore autonomia nazionale, che attraversa aree geografiche e sensibilità politiche differenti. Il sondaggio indica che in molti paesi, l’immigrazione è percepita come una sfida che richiede risposte rapide e strumenti diretti.

Il coordinamento europeo sulla migrazione

I risultati del sondaggio mettono in luce lo storico scetticismo nei confronti della gestione comune delle migrazioni a livello europeo, un ambito spesso segnato da tensioni tra stati membri, accuse reciproche e divergenze sulle responsabilità di accoglienza. Proprio in questo contesto, l'opinione pubblica europea sulla protezione delle frontiere esterne del blocco diventa ulteriormente rilevante.

Tuttavia, l’orientamento verso soluzioni nazionali rischia di indebolire il fragile equilibrio raggiunto negli anni e di ridurre l’efficacia delle politiche comuni già accentuate dalle divisioni interne.

Il ritorno dei controlli interni

I paesi aderenti all'area Schengen si sono impegnati a eliminare i controlli alle frontiere interne, consentendo la libera circolazione delle persone.

Le regole prevedono, tuttavia, la possibilità di reintrodurre controlli temporanei come misura estrema in caso di gravi minacce, per periodi limitati e prorogabili solo entro precisi limiti temporali.

Dal 2025, 12 paesi membri hanno notificato alla Commissione europea l’introduzione di controlli temporanei alle frontiere interne. Nella maggior parte dei casi la motivazione è stata l'immigrazione.

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