Rispondendo a una lettera di un giovane lettore della sua rubrica sul Giornale, Vittorio Feltri, oggi, si è detto pronto a sostenere un eventuale intervento armato degli Usa in Iran.
Per quanto mi riguarda, lo dico con chiarezza: se un intervento americano servisse a indebolire una teocrazia sanguinaria e a dare una possibilità di libertà a un popolo che la chiede disperatamente, io non avrei alcuna difficoltà ad approvarlo
ha scritto il direttore.
Iran, Feltri pronto ad applaudire l'intervento armato degli Usa
Perché la sinistra si è tanto indignata per Gaza e non ha battuto ciglio per Teheran?
Questa è la domanda da cui muove la riflessione di Vittorio Feltri:
Da anni assistiamo a un meccanismo perverso: l'indignazione non nasce più dalla sofferenza reale delle persone, ma dall'identità ideologica del carnefice. Se a reprimere è un regime islamico, se a torturare è una teocrazia antioccidentale, allora il silenzio diventa improvvisamente una virtù. Se invece l'Occidente agisce, anche solo per difendersi o per sostenere popoli oppressi, ecco scattare l'allarme morale, le accuse di imperialismo, le manifestazioni, le lacrime a comando
Come dire: le Francesche Albanese non si muovono in tutte le occasioni, non sono per tutte le stagioni. L'Occidente odia se stesso.
Perché l'Occidente odia se stesso
Da anni ormai è emersa questa domanda: perché l'Occidente disprezza se stesso? Addirittura, anche per voce di parte delle sue classi dirigenti, dice di avere più a cuore (o, quantomeno, più in considerazione) le autocrazie che le democrazie?
Dove nasce quest'odio per l'Occidente? Nasce dal disprezzo di sé. È l'odio di chi rinnega la propria civiltà, la propria storia, i propri valori. È lo stesso meccanismo psicologico che porta certi figli a rivoltarsi contro i padri che li hanno cresciuti, nutriti, educati. Non perché quei padri siano stati violenti, ma perché rappresentano un'autorità, un'origine, una responsabilità. L'Occidente è colpevole, agli occhi di questi ambienti, non per ciò che fa, ma per ciò che è: una civiltà basata sulla libertà individuale, sulla separazione dei poteri, sui diritti, sulla critica
Il fatto preoccupante, sottolinea sempre Feltri, è "chi odia se stesso finisce inevitabilmente per simpatizzare con chi lo vuole distruggere".
Cosa succederebbe se Trump decidesse di intervenire in Iran
Alla domanda del lettore su cosa accadrebbe se Trump decidesse di intervenire in Iran, Feltri risponde così:
Te lo dico senza ipocrisie: si scatenerebbe l'ennesima contorsione ideologica. Trump verrebbe dipinto come il criminale, l'aggressore, il pericolo per la pace nel mondo. Poco importerebbe che milioni di iraniani invocano aiuto, poco importerebbe che quel regime reprime e uccide. L'importante, per una certa sinistra, è opporsi sempre e comunque all'Occidente
Questo, quando, per il direttore Feltri, "la vera immoralità, oggi, è restare a guardare mentre si consuma una strage, rifugiandosi in un pacifismo selettivo che salva sempre i carnefici e mai le vittime".