31 Jan, 2026 - 12:30

"John Proctor is the Villain" è una storia vera? La verità sul protagonista

"John Proctor is the Villain" è una storia vera? La verità sul protagonista

Quando si parla di ri-interpretazioni di grandi classici, "John Proctor Is the Villain" fa davvero discutere.

La pièce e il prossimo adattamento cinematografico con Sadie Sink non raccontano una storia vera in senso biografico o documentaristico, ma piuttosto riflettono su eventi storici autentici e su come li leggiamo oggi.

Con il titolo provocatorio e una prospettiva moderna, l’opera smonta i miti tradizionali e sfida il pubblico a ripensare chi chiamiamo "eroe" e chi invece "villain".

Ecco tutto quello che c'è da sapere sulla vera storia dietro il controverso John Proctor.

Da "The Crucible" alla pièce: chi era il vero John Proctor

La figura da cui prende spunto "John Proctor Is the Villain" affonda le radici nella storia reale delle processi alle streghe di Salem nel 1692.

Esiste davvero un uomo chiamato John Proctor legato a quei fatti: fu un colono della Massachusetts Bay Colony che venne accusato di stregoneria e giustiziato durante le ondate di accuse e paura collettiva che travolsero la comunità.

Tuttavia, la maniera in cui Proctor è rappresentato nella famosa pièce teatrale "The Crucible" di Arthur Miller (e nei film tratti da essa) non è una cronaca fedele dei fatti storici: Miller usa i processi del 1692 come metafora della caccia alle streghe anticomunista degli anni '50 negli USA, giocando con verità e invenzione.

In particolare, non esistono prove certe che John Proctor abbia avuto una relazione con Abigail Williams nella realtà o che le accuse siano nate da quel rapporto, come spesso suggerisce la narrazione narrativa.

La relazione e le motivazioni dramatizzate derivano dal dramma di Miller, non da un resoconto documentato degli eventi storici.

"John Proctor Is the Villain": come nasce e cosa racconta

"John Proctor Is the Villain" non è un racconto biografico, ma una revisione drammatica di un classico.

La pièce scritta da Kimberly Belflower segue un gruppo di studentesse di liceo in una cittadina rurale della Georgia nel 2018 che studiano "The Crucible" in classe e cominciano a interrogarsi sul modello di eroismo assegnato a John Proctor, mettendo in discussione cosa significhi "eroe" nel contesto contemporaneo.

In altre parole, il lavoro usa la storia e il personaggio di Proctor come lente critica per esplorare temi moderni come potere, genere, consenso e coscienza critica.

Non racconta la biografia della persona reale, bensì la reazione di una nuova generazione che, attraverso l’arte e la letteratura, rilegge il passato alla luce del presente.

La produzione, che ha debuttato a Broadway nel 2025 e ha ottenuto sette nomination ai Tony Awards, trasporta queste idee sul palco con ironia, musica pop e dinamiche generazionali vivaci.

Cosa significa il titolo: villain vs. eroe

Il titolo "John Proctor Is the Villain" non sostiene che John Proctor o il personaggio storico sia un cattivo nel senso biografico, ma mette in discussione l’etichetta di protagonista eroico assegnata da secoli alle narrazioni dominanti.

Belflower ha immaginato studenti che leggono "The Crucible" e si chiedono perché la storia abbia sempre glorificato l’eroismo maschile del secolo scorso senza considerare altri punti di vista sociali o culturali.

Lo spettacolo usa quindi il nome di Proctor come simbolo di un narratore tradizionale che può essere messo in discussione e re-interpretato. È un modo di dire che "il villain" nel titolo non è necessariamente la persona storica, ma più un’idea: l’eroe canonico può diventare un villain se visto da un’altra prospettiva.

L’approccio moderno: #MeToo, potere e femminismo

La pièce non è ambientata nei processi di Salem ma in una scuola moderna dove "The Crucible" è materia di studio.

Qui, un gruppo di ragazze - tra cui Shelby, interpretata da Sadie Sink - forma un club femminista, affronta scandali locali e rilegge gli insegnamenti ricevuti. Questo taglio riflette le conversazioni contemporanee su potere, genere e responsabilità, in pieno territorio #MeToo.

Questa rilettura mette in dialogo la storia letteraria con esperienze reali di studenti, mostrando come miti e archetipi culturali possano essere rivisti e reinterpretati per dare voce a prospettive diverse.

LEGGI ANCHE