31 Jan, 2026 - 11:49

Il volto di Meloni su un angelo restaurato: scoppia il caso nella basilica di San Lorenzo in Lucina

Il volto di Meloni su un angelo restaurato: scoppia il caso nella basilica di San Lorenzo in Lucina

Secondo il quotidiano La Repubblica, nei lavori di restauro della Basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma, il volto di uno degli angeli che sorveglia il busto in marmo di Umberto II di Savoia sarebbe stato restaurato con le sembianze di Giorgia Meloni. Una notizia così stravagante da far fatica a crederci.

Eppure, la somiglianza con il volto della premier è innegabile. Il restauro sarebbe stato compiuto da Bruno Valentinetti, sacrestano della basilica, di 83 anni. “Ma quale Giorgia Meloni, è una cosa che vedete solo voi”, avrebbe detto tra le risate Valentinetti ai giornalisti di Repubblica, confermando di essere l’autore dell’intervento. 

Il caso è però aperto: raggiunto dall’Ansa stamattina, monsignor Daniele Micheletti, rettore della basilica di San Lorenzo in Lucina e del Pantheon, avrebbe confermato di vedere anche lui la somiglianza, pur affermando di non sapere se e perché le fattezze del cherubino siano state cambiate.

L’angelo restaurato e la somiglianza con Meloni

Confrontando il prima e il dopo del restauro, il cambiamento della fisionomia del volto dell’angelo che appare alla destra del busto di Umberto II di Savoia, nella Basilica di San Lorenzo in Lucina, appare evidente.

L’autore dell’intervento, il sacrestano e artigiano Bruno Valentinetti, ha però negato di aver modificato il volto dell’angelo rendendolo simile a quello della premier. “È una cosa che vedete solo voi”, ha detto a Repubblica. “Io ho ricalcato il ritratto che c’era prima. Mi hanno chiesto di sistemarla e l’ho fatto. Ci ho lavorato due anni e ho concluso i lavori un anno fa”.

Il lavoro, ha spiegato il sacrestano, gli sarebbe stato chiesto proprio dal parroco. “Io avevo chiesto di restaurare la cappella esattamente com’era, ora non lo so se le fattezze di un volto sono proprio quelle: lì l’angelo c’era e c’era in quel modo”, ha detto stamattina monsignor Micheletti.


I dubbi su controlli e autorizzazioni ufficiali

Se la somiglianza appare evidente, restano non pochi dubbi su come si sia potuta verificare una circostanza simile.

Gli interrogativi sono molteplici. Il primo: come sia stato possibile che dalla Basilica non sia stata riscontrata l’evidente somiglianza — e il netto cambiamento del volto del cherubino rispetto alla versione precedente al restauro. Il secondo: come sia stata possibile un’approvazione da parte della soprintendenza di un simile intervento. Il terzo, infine: come sia stato possibile che un intervento in una basilica così importante, nel cuore di Roma, sia stato affidato a un sacrestano e non a un restauratore professionista.



Il Pd chiede chiarimenti al ministero

Il caso è eclatante e le reazioni non stanno tardando ad arrivare. “Chiediamo che il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, attivi immediatamente la Soprintendenza di Roma in merito alla notizia riportata da la Repubblica relativa al restauro della Basilica di San Lorenzo in Lucina”, ha chiesto la capogruppo del Pd in Commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi, sottolineando la gravità dell’accaduto, “indipendentemente dal fatto che si tratti o meno del volto di Giorgia Meloni”.

“Il patrimonio culturale italiano non può essere piegato a letture improprie né tantomeno trasformato attraverso operazioni che ne compromettano l’autenticità e il valore storico”, ha scritto la deputata.

Nessuna reazione, ancora, da parte della premier Meloni.

L’altro angelo e la suggestione Conte

In attesa di risposte, c’è poi da sottolineare come, nella sua intervista a Repubblica, il sacrestano Bruno Valentinetti abbia alluso — non è dato sapere se per sviare o per rivelare un’ulteriore notizia — anche alle modifiche che avrebbe apportato all’altro angelo, posto alla sinistra del busto di Umberto II di Savoia.

“Nel restauro si fa lo scialbo e riappare il disegno che c’era prima. Ho ricalcato e rimesso il colore e sono riuscito a ricalcare il profilo”, ha spiegato Valentinetti, lanciando poi la suggestione: “Lo stesso ho fatto per l’altro angelo. Perché non mi dite a chi assomiglia? Gli ho tolto la barba, ma se siete così bravi lo potete riconoscere. Ditemi chi è”.

“Giuseppe Conte?”, chiedono Marco Carta e Gabriella Cerami. “Questo lo dite voi”, la risposta, tra le risate del sacrestano.

 

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