31 Jan, 2026 - 12:07

Sadie Sink in "John Proctor is the Villain": quando esce e cosa sapere

Sadie Sink in "John Proctor is the Villain": quando esce e cosa sapere

Sadie Sink cambia pelle ancora una volta e lo fa scegliendo una storia che brucia di attualità, memoria e rabbia generazionale.

Dopo aver salutato "Stranger Things" e aver conquistato Broadway, l’attrice si muove verso il cinema con un progetto ambizioso e politico, affiancata da Tina Fey e da un team creativo che conosce molto bene questo materiale.

"John Proctor is the Villain" non è solo un titolo provocatorio: è una rilettura feroce di un mito del teatro americano, filtrata attraverso lo sguardo delle nuove generazioni e dell’era #MeToo.

Sadie Sink tra cinema, teatro e nuovi ruoli chiave

Sadie Sink arriva a questo film in un momento di piena trasformazione artistica. Il pubblico la associa ancora a Max Mayfield, uno dei personaggi più amati di "Stranger Things", ma il suo percorso recente racconta altro.

Sink porta a termine le riprese dell’ultima stagione della serie Netflix e subito dopo si dedica completamente al teatro, restando per quattro mesi sul palco di Broadway con "John Proctor is the Villain".

 La sua interpretazione di Shelby Holcomb le vale una nomination ai Tony Awards, confermando una maturità attoriale che va ben oltre l’etichetta di ex child star.

Parallelamente, la sua filmografia si arricchisce di titoli molto diversi tra loro: dalla trilogia horror "Fear Street" a "The Whale", passando per "American Odyssey".

Nei prossimi mesi torna anche sul palco del West End con una nuova produzione di "Romeo & Juliet", mentre al cinema è attesa in "Spider-Man: Brand New Day", in uscita il 31 luglio, con un ruolo ancora avvolto dal mistero.

In questo contesto, "John Proctor is the Villain" si inserisce come un tassello coerente: un progetto autoriale, corale e fortemente identitario.

Dal palcoscenico a Hollywood: il progetto prende forma

L’aggiornamento più importante riguarda la regia. Universal sta sviluppando l’adattamento cinematografico e affida la direzione a Danya Taymor, la stessa regista che ha portato "John Proctor is the Villain" a Broadway.

Una scelta che punta alla continuità artistica e che segnala la volontà di preservare il tono, il ritmo e la forza politica della versione teatrale.

Alla sceneggiatura resta Kimberly Belflower, autrice del testo originale, mentre la produzione coinvolge nomi di primo piano: Sadie Sink e Tina Fey figurano tra le produttrici insieme a Eric Gurian, Marc Platt, Adam Siegel e Jared LeBoff.

L’ingresso ufficiale di Taymor segna un passo decisivo nello sviluppo del film e indica che il progetto esce dalla fase embrionale per avvicinarsi concretamente alla produzione, anche se una data di uscita non viene ancora annunciata.

La storia: "The Crucible" riletto nell’era #MeToo

"John Proctor is the Villain" parte da una domanda scomoda: e se l’eroe non fosse davvero un eroe?

La storia segue un gruppo di studenti delle scuole superiori che studiano "The Crucible" di Arthur Miller e iniziano a mettere in discussione la figura di John Proctor, tradizionalmente rappresentato come un uomo integro e moralmente superiore.

Nell’era #MeToo, quella narrazione non regge più senza attriti. Gli studenti rileggono il testo alla luce delle dinamiche di potere, del consenso e delle responsabilità maschili, scoprendo che Proctor appare molto meno limpido di quanto la tradizione teatrale abbia raccontato per decenni.

Il confronto con il classico diventa così uno specchio del presente, un dialogo acceso tra passato e attualità che smonta i miti invece di celebrarli.

Perché John Proctor divide da oltre settant’anni

"The Crucible" debutta a Broadway nel 1953 e racconta i processi alle streghe di Salem del Seicento, usando la paranoia collettiva come metafora del maccartismo.

Il personaggio di John Proctor affronta un dilemma morale quando sua moglie Elizabeth viene accusata di stregoneria e lui deve decidere se rivelare la verità sul suo rapporto con Abigail Williams.

La produzione originale vince quattro Tony Award, incluso quello per Miglior Spettacolo, e contribuisce a fissare Proctor come figura tragica e "giusta". "John Proctor is the Villain" ribalta questa prospettiva, senza riscrivere Miller ma interrogandolo.

Non a caso lo spettacolo, dopo le tappe a Washington e Boston, arriva a Broadway e ottiene sette nomination ai Tony Awards del 2025, tra cui Miglior opera teatrale e Miglior regia.

Ora il cinema si prepara a raccogliere questa eredità, con Sadie Sink e Tina Fey al centro di un adattamento che promette di far discutere tanto quanto il testo originale.

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