L'altro giorno, al PalaAsti di Torino, gli storici Alessandro Barbero e Angelo d'Orsi hanno suscitato polemiche affermando che la Crimea "è sempre stata russa" e ironizzando su Carlo Calenda, il leader di Azione da sempre vicino a Kiev.
Dopo l'evento seguito dal vivo da oltre 3.500 partecipanti, Calenda ha replicato duramente sui social, paragonando la logica storica dei due professori a quella di chi vorrebbe l'Alto Adige di nuovo consegnato all'Austria in quanto per ben 555 anni lo è stato.
Sta di fatto che Calenda è andato al nocciolo della questione quando ha accusato sia Berbero che d'Orsi di simpatie filo-putiniane.
Del resto, non è i primo episodio del genere. Barbero e d'Orsi sono accusati di anti-occidentalismo, tant'è che il primo è stato corretto anche dalla sua casa editrice per aver scritto in un libro destinato alle scuole che il 7 ottobre Hamas aveva attaccato dei coloni.
Barbero, rivolgendosi al pubblico, ha ironizzato:
Al che D'Orsi ha rincarato:
ridacchiando sul palco dove erano saliti per parlare di guerra e democrazia.
Sta di fatto che i due storici hanno sostenuto che la Crimea è russa citando unicamente i periodi di dominio di Mosca sulla penisola. Si tratta di circa 200 anni dal 1783. Ma non hanno fatto alcun cenno al fatto che, dopo la caduta dell'Urss, la Crimea fosse stata data con un trattato all'Ucraina in cambio della restituzione dell'arsenale atomico che deteneva Kiev.
E comunque: Calenda ha risposto con un post sui suooi canali social rilanciando così:
"L’Alto Adige, o il Südtirol, è dell’Austria! È sempre stato dell’Austria per 555 anni! Quindi austriaci riprendetevi l’Alto Adige!"
Il leader di Azione ha accusato i professori di "ragionare ad minchiam", definendoli "comunisti" e "nostalgici dell'URSS che ridono sui morti ucraini", mentre bisognerebbe avere massimo rispetto per i "veri resistenti".
ha concluso Calenda, rigettando le riduzioni storiche di Barbero e d'Orsi per giustificare l'invasione criminale di Putin.
Calenda guida da anni una crociata a favore dell'Ucraina, sostenendo in primis l'invio di armi, aiuti finanziari e fomentando la contronarrazione anti-Putin.
A Roma, un paio di mesi fa, ha marciato contro il "piano di Putin che Trump sta cercando di imporre", accusando Meloni di ambiguità e chiedendo un maggiore impegno europeo.
A dicembre, ha denunciato inoltre la "guerra ibrida" russa in Italia, attaccando il Movimento 5 Stelle e la Lega con l'accusa di essere "filoputiniani" forse finanziati da Mosca. Per questo, il leader di Azione da tempo propone uno "scudo democratico" per verificare i finanziamenti di ogni attore politico..
Sta di fatto che Calenda si è dimostrato critico anche verso i cosiddetti "fascisti putiniani" e le loro interferenze sul normale svolgimento della vita democratica.
Il leader di Azione vede l'Ucraina come un baluardo contro la dissoluzione europea. Ora, non fa altro che rinnovare il sostegno a Kiev, ribadendo una posizione chiara contro ogni ambiguità.
La polemica con Barbero e d'Orsi si inserisce, quindi, in questa battaglia: Calenda difende integrità territoriale ucraina opponendosi a narrazioni storiche filo-russe.