31 Jan, 2026 - 10:55

Perché, secondo Roberto Saviano, la riforma della giustizia di Nordio favorirebbe la mafia

Perché, secondo Roberto Saviano, la riforma della giustizia di Nordio favorirebbe la mafia

Roberto Saviano, autore di "Gomorra" e voce autorevole nell'antimafia, ha preso posizione contro il referendum in programma il 22 e il 23 marzo 2026 sulla separazione delle carriere dei magistrati promossa dal ministro Nordio.

In un editoriale apparso su Repubblica ieri, 30 gennaio, lo scrittore ha annunciato il suo voto No, sostenendo che il Sì indebolirebbe la magistratura e favorirebbe le mafie.

Perché Roberto Saviano ha dichiarato che vota no al referendum sulla giustizia

Saviano ha criticato la riforma Nordio perché separerebbe giudici e pm, creando due Consigli Superiori distinti e una Corte disciplinare (l'Alta Corte di gustizia).

Tutto questo renderebbe i pm "più soli, più esposti, più governabili" alle influenze politiche.

Ma non solo: secondo lo scrittore, questa frammentazione minerebbe l'unità della magistratura, essenziale per contrastare le mafie che operano in silenzio attraverso economie criminali e collusioni di ogni tipo.

Inoltre, Saviano ha denunciato il "panpenalismo" del governo. La destra di Giorgia Meloni ha moltiplicato i reati minori ma non ha mai toccato le radici mafiose.

Un elemento che gli fa temere ulteriormente un maggior controllo da parte dell'esecutivo sulle carriere dei magistrati.

Come dire: il Sì alla riforma Nordio, per Saviano, rappresenterebbe un "assegno in bianco" rischioso.

La separazione delle carriere davvero indebolisce la lotta alla mafia?

I critici come Saviano sostengono che la separazione isolerebbe i pm impegnati nelle indagini antimafia. Le toghe sarebbero esposti a pressioni indebite e vedrebbero ridotti i contrappesi democratici.

Di conseguenza, le mafie trarrebbero vantaggio da una magistratura divisa.

Sta di fatti che, al contrario, i sostenitori della riforma continuano a ripetere che quest'ultima non incide sull'obbligatorietà dell'azione penale, sulle intercettazioni, sulle confische e, in generale, sul lavoro della Dda, in quanto preserva l'indipendenza e garantisce la terzietà del giudice senza indebolire l'antimafia.

Corrado Ocone, su Libero di oggi, l'ha messa così:

virgolette
Il ragionamento di Saviano è un sillogismo corretto nella forma ma inficiato dalla non dimostrata, e quindi infondata, assunzione di partenza, che cioè la separazione indebolisce i pm e apre lo spazio al loro controllo da parte della politica. Anzi, di una politica intesa come parte insana della società e quindi per principio silenziosa o addirittura collusa con la criminalità e i poteri economici che la sorreggono

Secondo Ocone, "la separazione non solo garantisce l'autonomia e l'indipendenza dei pm, ma li rende in qualche modo più forti perch<é ne favorisce la specializzazione professionale". 

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