31 Jan, 2026 - 09:19

Daniela Ruggi, svolta nel giallo: sono suoi i resti trovati in un rudere a Vitriola di Montefiorino

Daniela Ruggi, svolta nel giallo: sono suoi i resti trovati in un rudere a Vitriola di Montefiorino

Sono di Daniela Ruggi, scomparsa il 19 settembre 2024, i resti umani rinvenuti da due escursionisti in un rudere abbandonato a Vitriola di Montefiorino, sull'Appennino modenese, lo scorso primo gennaio. La conferma è arrivata dall'esame del Dna, che ha messo fine a oltre un anno di ricerche e interrogativi.

La scomparsa dopo le dimissioni dall'ospedale

Di Daniela Ruggi, 32 anni, non si avevano più notizie dal 19 settembre 2024. Il giorno precedente, la donna, con fragilità psichiche, era stata dimessa dal pronto soccorso dell'ospedale di Sassuolo dopo esservi stata accompagnata in ambulanza in seguito a un malore.

I medici le avevano diagnosticato un'infezione non grave, disponendone il rientro a casa. Le ultime immagini che si hanno di lei sono però quelle delle telecamere di videosorveglianza installate nei pressi del nosocomio. 

A far scattare la denuncia, gli operatori sociali che di solito la seguivano, che, non trovandola in casa, avevano avvisato il sindaco di Montefiorino, Maurizio Paladini, che si era quindi rivolto alle autorità competenti. Le ricerche si erano concentrate soprattutto nelle zone boschive limitrofe.

Il ritrovamento dei resti nel rudere sull'Appennino

La svolta è arrivata solo lo scorso primo gennaio, quando due escursionisti hanno rinvenuto dei resti umani e degli indumenti intimi in un'antica torre diroccata a poca distanza dall'abitazione della donna. 

Nelle settimane successive sono stati prelevati campioni di Dna sia alla madre che da alcuni oggetti della 32enne. Solo così è stato possibile procedere con una comparazione, che ha dato infine esito positivo.

Le indagini e i sospetti: una breve ricostruzione 

Resta un giallo cosa possa essere accaduto alla 32enne. L'ipotesi più accreditata è quella di un omicidio, ma al momento non è comunque possibile escludere altre piste.

L'unico indagato nel fascicolo aperto dalla Procura per fare luce sulla scomparsa è Domenico Lanza, 67 anni, conosciuto come "lo sceriffo", che si è sempre dichiarato estraneo ai fatti.

L'uomo era finito al centro delle indagini dopo aver mostrato in diretta televisiva abbigliamento intimo appartenuto a Daniela nel bagagliaio della sua auto.

Nel dicembre 2024 Lanza era stato poi arrestato per irregolarità nella detenzione di alcune armi trovate nella propria abitazione nel corso di un sopralluogo; qualche settimana dopo era stato scarcerato.

Il fratello della 32enne, Alberto Ruggi, risulta invece indagato per presunti maltrattamenti in famiglia dopo una denuncia presentata dalla stessa Daniela. Attraverso il suo legale, Deborah De Cicco, aveva fatto sapere nei giorni scorsi di sperare che i resti non appartenessero a lei.

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