Alessandro Barbero, può anche essere un bravissimo divulgatore, un rinomato storico, ma di sicuro è un uomo di parte-
In questi ultimi giorni, è al centro di due vivaci controversie.
Recentemente, il suo editore Zanichelli ha corretto un manuale scolastico da lui curato per un'inesattezza sul 7 ottobre 2023.
Inoltre, la sua partecipazione all'evento con Angelo D'Orsi a Torino ha riacceso polemiche su libertà di espressione e sulle posizioni geopolitiche. Una per tutte: tra una risatina e l'altra, i due accademici hanno sostenuto che la Crimea è stata sempre russa.
Nel manuale “La storia – Progettare il futuro”, adottato nelle scuole superiori e curato da Alessandro Barbero insieme a Chiara Frugoni e Carla Sclarandis, l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 veniva descritto come diretto contro "coloni" e "insediamenti" israeliani.
Questa formulazione, denunciata il 27 gennaio 2026 dal quotidiano “Il Riformista” in un articolo di Emanuele Calò, ha ignorato che le vittime – dai residenti dei kibbutz ai partecipanti al festival Nova – erano cittadini israeliani in territorio nazionale di Israele, non coloni in Cisgiordania.
Zanichelli ha ammesso l'errore in una nota ufficiale, rimuovendo il riferimento dalle versioni digitali con effetto immediato e dalle future ristampe cartacee.
La direttrice generale Irene Enriques ha ringraziato per la segnalazione costruttiva, ribadendo l'impegno per la precisione storica su eventi gravi.
E Barbero? Il professore, già accusato di assumere atteggiamenti pregiudiziali anti Occidentali, non ha commentato pubblicamente la correzione, ma l'episodio ha alimentato critiche sul revisionismo nei testi scolastici.
Il 28 gennaio 2026, Barbero ha preso parte all'iniziativa dello storico Angelo D'Orsi al Palazzetto dello Sport di Parco Ruffini a Torino, un evento intitolato “Democrazia in tempo di guerra: censurare l’informazione, disciplinare la cultura e la scienza”.
L'iniziativa, gratuita e sold-out con 3500 partecipanti (contro gli 800 del teatro Valdocco cancellato a dicembre 2025), ha trattato censura, propaganda su Ucraina e Palestina, con interventi anche di Marco Travaglio, Francesca Albanese e Luciano Canfora.
Barbero, che ha sposato quindi la linea politica anti Nato e anti Occidente, ha criticato le guerre non dichiarate, quelle che permettono “misure straordinarie” senza l'assuznione di alcuna responsabilità da parte dei governanti e ha evocato l'articolo 11 della Costituzione sul ripudio della guerra.
D'Orsi ha denunciato una “censura di guerra” inammissibile in Italia, legandola a tagli e divieti subiti.
L'evento, rilanciato dopo boicottaggi attribuiti a figure come Carlo Calenda, ha promosso una manifestazione a Torino che si terrà domani, 31 gennaio, contro guerra e sgomberi. E che vedrà protagonista anche il centro sociale Askatasuna.
Intanto, tornando a Barbero, “Russi Liberi” e i Radicali lo hanno criticato in una lettera aperta, definendo le sue scelte “difficilmente comprensibili”.
Di sicuro si ravvedono endorsement a posizioni contro NATO e governo Meloni, cose in realtà già note quando il professore partecipò alla manifestazione contro il riarmo organizzata a Roma dal Movimento Cinque Stelle.
Chi ancora lo sostiene, invece, fa capo alla libertà di pensiero. Il dibattito, così, infuria sui social e sui media. L'opinione pubblica è polarizzata. D'altra parte, non potrebbe essere altrimenti per un personaggio molto popolare che ha delimitato il suo campo d'azione scendendo nell'arena politica.