30 Jan, 2026 - 15:31

Mara Favro, il gip archivia il caso: "Nessun elemento per ipotizzare un omicidio", ma restano ombre

Mara Favro, il gip archivia il caso: "Nessun elemento per ipotizzare un omicidio", ma restano ombre

Resterà un giallo il caso di Mara Favro, la 51enne trovata morta un anno dopo la sua scomparsa nei boschi di Gravere, in Val di Susa. La gip del Tribunale di Torino, Alessandra Salvadori, ha infatti accolto la richiesta della Procura, archiviando le indagini per omicidio volontario nonostante l'opposizione dei familiari, che non hanno mai creduto all'ipotesi del suicidio.

La scomparsa di Mara Favro e le prime indagini

Mara Favro, 51 anni, originaria di Susa, scomparve nella notte tra il 7 e l'8 marzo 2024 dopo aver terminato il suo turno di lavoro nella pizzeria "Don Ciccio" di Chiomonte, dove era stata assunta appena otto giorni prima come cameriera. 

In seguito alla denuncia presentata dal fratello, la Procura aprì un fascicolo per allontanamento volontario, attenzionando il titolare del locale, Vincenzo Luca Milione, e l'ex pizzaiolo Cosimo Esposto, poi indagati con le ipotesi di reato di omicidio e occultamento di cadavere.

Il ritrovamento del corpo nei boschi di Gravere

Milione raccontò alla trasmissione Chi l'ha visto? che quella notte Mara aveva lasciato il locale insieme al pizzaiolo, salvo poi tornare in autostop per recuperare le chiavi di casa, dimenticate in un cassetto, e rincamminarsi a piedi verso Susa. 

Una ricostruzione che lo stesso pizzaiolo avrebbe poi smentito, sostenendo di essere stato, in quel periodo, senza patente. Versioni contraddittorie, che gettarono ombre sui due, soprattutto dopo il ritrovamento del corpo della 51enne in un dirupo nei boschi di Gravere, tra Chiomonte e Susa.

Ombre mai trasformatesi, comunque, in elementi in grado "di formulare una ragionevole previsione di condanna nei loro confronti", scrivono nella richiesta di archiviazione i pm Cesare Parodi e Davide Pretti. Secondo cui non sarebbero inoltre "sussistenti profili di penale responsabilità in capo ad altri soggetti". 

La richiesta di archiviazione e l'opposizione dei familiari

La gip ha accolto alla fine la tesi della Procura, rigettando l'opposizione presentata dai familiari della 51enne, assistiti dall'avvocato Roberto Saraniti, che avevano chiesto ulteriori approfondimenti investigativi. 

Secondo loro, Mara non si sarebbe mai tolta la vita. Oltre ad avere un figlio - che non avrebbe mai lasciato solo - in quel periodo era, infatti, serena. "Oggi per tutti noi c'è molta amarezza - ha dichiarato il legale a TorinoToday - Restano troppi aspetti ancora da chiarire sulla sua morte".

"A differenza di una sentenza - ha aggiunto l'avvocato - l'archiviazione non è un provvedimento definitivo. Manterremo alta l'attenzione per cercare nuovi elementi che possano far ripartire le indagini". 

Dal canto loro, sia Milione che Esposto, che si sono sempre dichiarati innocenti, si sono detti attraverso i rispettivi legali, Luca Calabrò e Emma Piccatti, "soddisfatti della decisione del giudice". 

LEGGI ANCHE