30 Jan, 2026 - 11:10

The Beauty: a cosa è ispirata la serie Disney Plus? Le origini dietro la storia

The Beauty: a cosa è ispirata la serie Disney Plus? Le origini dietro la storia

“The Beauty” parte da una domanda disturbante che sembra semplicissima: se potessi diventare bellissimo quasi all’istante, accetteresti, anche senza sapere il prezzo da pagare? La serie Disney+ (FX negli USA) di Ryan Murphy usa queste premesse per raccontare un mondo ossessionato dalla perfezione fisica.

La bellezza è un obiettivo faticoso e irraggiungibile per i canoni estetici, questo lo viviamo tutti ogni giorno. Nella serie, è anche una malattia sessualmente trasmissibile che ti trasforma in una versione “perfetta” di te stesso, salvo poi presentare conseguenze… esplosive.

"The Beauty": il fumetto che ha ispirato la serie

Per quanto si dica che somiglia a “The Substance”, il body horror del 2024 (e da cui non intende nascondersi), la serie è ispirata al fumetto omonimo pubblicato da Image Comics tra il 2015 e il 2021, creato da Jeremy Haun e Jason A. Hurley. Lì, The Beauty è un'infezione sessualmente trasmissibile diffusissima e desiderata: si calcola che metà della popolazione mondiale ne sia affetta, inclusi circa 200 milioni di americani. Chi la contrae vede “il grasso sciogliersi, i capelli tornare folti, le imperfezioni della pelle sparire, i lineamenti assottigliarsi”: la malattia ti rende convenzionalmente attraente, ma al prezzo di un corpo che nasconde un countdown verso la morte.

Il fumetto lavora soprattutto sulle fratture sociali create da questa nuova bellezza “virale”: chi ha The Beauty e la vive come uno status symbol, chi la rifiuta e la considera un tradimento della stessa idea di umanità. Nascono gruppi di attivisti pro e anti-Beauty, ci sono tensioni, esplodono crimini d’odio, omicidi e attentati. Il mondo si spacca tra libertà di modificare il proprio corpo e violenza sistemica. Al centro c’è però anche un giallo: due detective indagano su una serie di morti per combustione spontanea che hanno un punto in comune: tutte le vittime sono portatrici di The Beauty.

Evan Peters and Rebecca Hall in The Beauty FX.

Con il tempo si scopre che quasi tutti i “belli” sono destinati a morire circa due anni dopo il contagio e che dietro la diffusione globale della malattia c’è un progetto di poteri nascosti. Il loro enforcer è Mr. Calaveras, un killer mascherato che elimina chiunque si avvicini a una cura, finché non viene sconfitto in uno scontro. Non diremo qui il finale, ovviamente.

The Beauty: cosa cambia nella serie di Ryan Murphy

Ryan Murphy riprende questa base e la spinge in una direzione ancora più spettacolare, pur restando fedele al cuore dell’idea: la bellezza come epidemia e come arma. Nella serie, la trasformazione è molto più estrema: chi contrae The Beauty attraversa febbri violente, contorsioni del corpo e viene racchiuso in una sorta di bozzolo mucoso da cui esce come una persona completamente diversa, fino al punto di essere interpretata da un altro attore. Nei fumetti diventi una versione più attraente di te stesso, nello show diventi qualcun altro. Vediamo le conseguenze estreme, il tema dell’identità cancellata pur di essere “bellissimi”.

Cambia anche la struttura narrativa: mentre nei fumetti si comincia in un mondo in cui la malattia è già normalizzata, la serie apre con l’esplosione in strada di una modella (Bella Hadid) e segue due agenti dell’FBI, Cooper Madsen e Jordan Bennett, che indagano su una scia di modelle morte in modo simile in tutta Europa.

Dall'altra parte vediamo Jeremy, incel frustrato che, dopo un intervento estetico fallito e una strage nello studio medico del chirurgo, accetta di farsi contagiare da The Beauty pur di cambiare vita. Si trasforma letteralmente in un altro uomo.

Murphy introduce anche un elemento inedito rispetto al fumetto: “The Corporation”, il miliardario che ha creato una versione iniettabile di The Beauty, stabile e redditizia, minacciata dalla variante sessualmente trasmessa che uccide in due anni.

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Il suo piano per difendere il business, anche attraverso un sicario, aggiunge quella dose di critica feroce all’industria della bellezza e alla logica del profitto a ogni costo che controlla i corpi.

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