30 Jan, 2026 - 11:30

"Steal": la nuova miniserie con Sophie Turner protagonista, disponibile su Amazon Prime

"Steal": la nuova miniserie con Sophie Turner protagonista, disponibile su Amazon Prime

Nel panorama delle serie thriller ormai saturo, Steal riesce in un’impresa non scontata: usare la struttura del heist drama per raccontare qualcosa di profondamente attuale. Non è una storia di ladri geniali né un’esaltazione dell’inganno, ma una discesa lenta e claustrofobica dentro un sistema finanziario che si nutre di chi ci lavora e di chi, senza saperlo, ne dipende. La serie si apre con un’idea tanto semplice quanto d’effetto, una rapina che prende di mira i fondi pensione di persone comuni. Zara, la protagonista, non ha nulla dell’eroina classica. È una donna dalle spiccate potenzialità, dotata di grande intelletto, competente nel suo mestiere, ma che da troppo tempo è divenuta come lo spettro di se stessa. È intrappolata nella quotidianità asfissiante di un’esistenza vuota e senza sbocchi; né professionali, né umani. Sola, in perenne conflitto con una madre avida e arida, abituata talmente tanto ad annaspare nella disperazione che non ci fa neanche più caso. Ma non ha gettato del tutto la spugna: la speranza di una promozione lavorativa la tiene legata a un’ideale di vita migliore, che può ancora appartenerle. Però, il rifiuto dei suoi superiori a farla avanzare di ruolo infrangerà il sogno di potersi tirare fuori dal pantano nel quale è sprofondata, senza sapere come uscirne. La forza della serie è proprio questa, l’azione non nasce dall’ambizione, ma dalla paura; non soltanto di chi ha organizzato la rapina, ma anche di non avere altre occasioni di riscattarsi e sfuggire a un destino deludente. La regia insiste sui dettagli minimi costruendo una tensione che non esplode quasi mai in modo spettacolare, ma resta stabile e soffocante. È un thriller che preferisce la pressione psicologica al colpo di scena rumoroso. Uno degli aspetti più interessanti di Steal è la sua ambiguità morale. I rapinatori non vengono mai romanticizzati, ma nemmeno ridotti a semplici villain. La serie suggerisce che il confine tra criminalità e finanza istituzionalizzata è spesso più sottile di quanto siamo disposti ad ammettere. Il mondo raccontato è uno spazio in cui le decisioni sbagliate non sono sempre illegali, e quelle giuste non garantiscono salvezza. In questo senso, Steal parla meno di una rapina e più di complicità involontaria: fino a che punto siamo responsabili di un sistema che ci impiega, ci paga e ci protegge? Visivamente, la serie evita l’estetica patinata tipica del genere heist. Gli ambienti sono realistici, spesso anonimi; uffici, sale riunioni, corridoi illuminati al neon. Questa scelta rafforza il messaggio centrale, le tragedie moderne non avvengono in luoghi straordinari, ma negli spazi che attraversiamo ogni giorno senza pensarci. La colonna sonora è misurata, quasi invisibile, e lascia spazio ai rumori ambientali, rendendo ogni pausa più inquietante di qualsiasi musica drammatica. Quando i titoli di coda scorrono, Steal non lascia la sensazione di aver assistito a un grande spettacolo, ma piuttosto pone una domanda: chi paga davvero il prezzo delle grandi operazioni finanziarie? E quanto siamo lontani da quel mondo? È una serie che non ruba tempo allo spettatore, ma lo mette alla prova. Ottima l’interpretazione di Sophie Turner, convincente dal primo episodio. La serie è interamente disponibile sulla piattaforma di streaming Amazon Prime, dal 21 gennaio 2026. 3,5 stelle su 5.

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