29 Jan, 2026 - 16:55

Vittorio Feltri contro i processi che si celebrano nei talk-show: "Doppio standard se si è uomini bianchi"

Vittorio Feltri contro i processi che si celebrano nei talk-show: "Doppio standard se si è uomini bianchi"

Vittorio Feltri, sollecitato da un suo lettore, questa mattina è tornato sull'inopportunità di celebrare processi mediatici. 

Secondo il direttore, questi ultimi, spesso e volentieri, non cercano la verità, ma solo l'audience e il capro espiatorio perfetto.

Feltri, quindi, che all'epoca fu uno dei pochi giornalisti a difendere Enzo Tortora in quello che resta il caso emblematico di malagiustizia che abbiamo vissuto qui in Italia, spiega perché è bene che i processi si facciano in tribunale e non sui giornali o in televisione.

Feltri e il no ai processi mediatici con il doppio standard del colpevole perfetto

Vittorio Feltri crede che il nodo della questione sia da rilevare in un vizio strutturale dell'informazione contemporanea:

virgolette
I processi non si celebrano più nei tribunali, ma nei talk show e sui social. E in questi processi sommari c'è sempre un doppio standard: farocia assoluta se l'indagato è un uomo, se bianco, soprattutto se percepito come forte o privilegiato; indulgenza immediata se dall'altra parte c'è una donna, anche quando le responsabilità oggettive esistono

Insomma, per Feltri, mediaticamente, si consumerebbe una sorta di razzismo al contrario:

virgolette
Io ho visto troppi innocenti massacrati prima ancora di entrare in un'aula di giustizia. Ho visto reputazioni distrutte, famiglie annientate, vite spezzate senza appello. E ho visto anche come, una volta accertata l'innocenza, non resti nulla: né scuse, né risarcimenti morali, né vergogna da parte di chi aveva gridato più forte

Secondo Feltri, "è una delle pagine più ignobili" del giornalismo.

La lezione di Enzo Tortora

Tutto questo si vive in Italia nonostante la lezione del caso Tortora, ricorda Feltri:

virgolette
Non è un caso che io ricordi sempre il nome di Enzo Tortora. Difenderlo quando tutti lo davano per colpevole fu un dovere morale prima ancora che professionale. Oggi, purtroppo, quella lezione è stata dimenticata. Anzi, viene derisa. Chi invita alla prudenza viene accusato di insensibilità, chi chiede prove viene dipinto come complice

Qual è allora il punto della questione? Per il direttore è facile arrivarci:

virgolette
Il punto è semplice e brutale: la giustizia richiede tempo, metodo, rigore. La verità non emerge dalle urla, ma dai fatti. E i processi mediatici, celebrati sull'onda dell'emotività e dell'ideologia, producono solamente una cosa: altre vittime. Spesso innocenti

Naturalmente, "questo non è progresso, non è civiltà e non è nemmeno buon giornalismo":

virgolette
È barbarie travestita da morale. Continuerò a dichiararlo, anche se dà fastidio: prima di condannare qualcuno, accertatevi che sia colpevole. Il resto è linciaggio. E il linciaggio, nella storia, non ha mai reso migliore nessuna società

 

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