30 Jan, 2026 - 08:30

Meloni arretra e il centrosinistra accorcia ma non grazie al Pd: sondaggi amari per i big

Meloni arretra e il centrosinistra accorcia ma non grazie al Pd: sondaggi amari per i big

La media dei sondaggi politici delle ultime due settimane non fa registrare grossi scossoni. Le intenzioni di voto degli italiani fotografate dalla Supermedia Youtrend per Agi non evidenzia variazioni di rilievo rispetto al 15 gennaio. 

Fratelli d’Italia resta sempre il primo partito nelle preferenze degli elettori, seguito dal Pd a distanza di sicurezza. Entrambi i partiti tuttavia fanno registrare un passo indietro, interrompendo una fila di risultati positivi.

La flessione del partito di Giorgia Meloni fa arretrare il centrodestra che scende sotto il 48%.

A crescere dopo diverse settimane, invece, è il Movimento 5 Stelle. Bene anche + Europa di Riccardo Magi che compensano il passo indietro di Elly Schlein.

Nessun terremoto, nessun ribaltone, quindi, ma una serie di oscillazioni: i primi due partiti restano saldamente al comando, mentre il centrodestra nel suo complesso continua a mantenere un vantaggio netto, ma mostra qualche crepa.

Ecco allora cosa è emerso dall’ultimo sondaggio politico della Supermedia Youtrend/Agi.

Centrodestra: maggioranza solida, ma con qualche crepa

Nel campo del centrodestra, Fratelli d’Italia resta largamente primo partito con il 29,9%, pur registrando una flessione dello 0,3%.

Un calo contenuto, ma significativo perché conferma una fase di assestamento dopo mesi di stabilità quasi granitica. Il partito di Giorgia Meloni continua a dominare lo scenario, ma deve fare i conti con la scarsa capacità degli alleati di allargare il proprio bacino di consenso.

Forza Italia scende all’8,6% (-0,3), mentre la Lega si ferma all’8,1% (-0,3), confermando una competizione interna che non si traduce, al momento, in una crescita complessiva della coalizione. Noi Moderati, invece, sale leggermente all’1,2% (+0,1).

A livello di coalizione, il centrodestra perde quasi un punto (0,9%) mostrando qualche crepa.

Centrosinistra: equilibri fermi, ma il Movimento accelera

Sul fronte opposto, anche il Partito Democratico registra un lieve calo al 22,2% (-0,2), confermandosi secondo partito ma senza riuscire a ridurre la distanza da Fratelli d’Italia. La leadership resta solida, ma la crescita sembra bloccata.

Le dinamiche più interessanti arrivano però dagli altri attori del campo progressista. Il Movimento 5 Stelle sale al 12,4% (+0,4), rafforzando la propria posizione come terza forza politica e intercettando una parte del voto di protesta e dell’elettorato più critico verso il governo. Anche Alleanza Verdi e Sinistra cresce al 6,5% (+0,2), consolidando un profilo sempre più riconoscibile.

Nel centro riformista, invece, prevalgono le difficoltà: Azione scende al 2,9% (-0,3), Italia Viva al 2,3% (-0,2), mentre +Europa fa segnare una crescita al 1,9% (+0,4). 

Poichè, l'unione fa la forza, la coalizione di centrosinistra cresce nel complesso rispetto a due settimane fa di oltre mezzo punto (0,6%).

Chi vincerebbe le elezioni se si votasse oggi

Se si votasse oggi, il centrodestra vincerebbe le elezioni, grazie a un vantaggio numerico ancora consistente rispetto all’area progressista (47,8%). Fratelli d’Italia resterebbe il perno del sistema, con una maggioranza costruita più sulla somma delle forze che su una spinta espansiva. Il dato politico da evidenziare è che questa settimana la coalizione di maggioranza scende sotto la soglia del 48%.

Il centrosinistra in formazione allargata (con Italia Viva e +Europa) arriva a 45,3%, ancora distante dalla corazzata di centrodestra ma in rimonta. La distanza da Meloni e alleati adesso è solo del 2,5%

In sintesi, lo scenario resta aperto: stabile nei numeri, ma potenzialmente mobile nel medio periodo.

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