Paul Dano all'inizio ha scelto la via del silenzio, ma poi, sollecitato, ha detto la sua. Le durissime parole che Quentin Tarantino aveva rivolto alla sua recitazione in “Il Petroliere” hanno fatto il giro del mondo e si è ritrovato difeso da tantissimi colleghi del settore, ma mai avevamo avuto modo di sentire anche la sua campana.
In un’intervista al Sundance Film Festival, l’attore si è ritrovato a dover commentare quelle frasi, in cui il regista di “Pulp Fiction” lo aveva etichettato come “il più debole attore della SAG”, aggettivandolo ancora con delle critiche che tanti hanno trovato troppo dure.
La risposta di Dano è andata in una direzione molto diversa da quella che molti si aspettavano.
Quando al Sundance un giornalista di Variety gli ha chiesto un commento sulle dichiarazioni di Tarantino, Paul Dano non si è lanciato in polemiche né in controattacchi.
Paul Dano finally speaks out on Quentin Tarantino calling him the "weakest f*cking actor in SAG," saying the industry support that followed was "really nice."
— Variety (@Variety) January 28, 2026
“I was also incredibly grateful that the world spoke up for me so I didn’t have to.” https://t.co/ZwmX5pNwim pic.twitter.com/N1idApHYfc
A intervenire per prima è stata infatti Toni Collette, sua co-protagonista in “Little Miss Sunshine”, che ha stoppato la domanda con una reazione netta:
Collette ha liquidato le parole di Tarantino come ridicole, ipotizzando che fosse “fatto” o quantomeno confuso quando le ha pronunciate.
Dano, invece, ha scelto una strada più provocatoria, ma sottile, senza alimentare polemiche. Ha infatti detto:
E così non ha attaccato direttamente Tarantino né ha commentato gli insulti nello specifico. Ha preferito mettere in luce quanto si siano sentiti contrariati i fan e i colleghi e quanto sia diventato ancora più famoso anche grazie ai commenti sgradevoli del regista.
Alla difesa di Dano, oltre a Toni Collette, si sono mossi anche i registi di “Little Miss Sunshine”, Jonathan Dayton e Valerie Faris, che hanno preso posizione contro Tarantino. Dayton ha definito le sue parole “imbarazzanti”, insinuando che forse il regista non ha davvero compreso il personaggio interpretato da Dano in “There Will Be Blood”, troppo complesso per essere incasellato facilmente. Ha aggiunto che la “ruvidità” della performance avrebbe potuto mettere a disagio Tarantino, proprio perché non è un’interpretazione che si lascia archiviare con semplicità.
Valerie Faris ha detto di essere rimasta colpita e felice di vedere quante persone si siano fatte avanti per difendere Dano. Ha anche elogiato l'intelligenza dell'attore, ricordando quanto sia amato nel settore.
Paul Dano è stato soltanto uno dei bersagli di Tarantino nell’ormai discusso e famoso podcast con Bret Easton Ellis, in cui il regista ha attaccato diversi attori pur elogiando “Il Petroliere” come uno dei migliori film del XXI secolo, precisando però che sarebbe stato ancora più in alto nella sua lista se la performance di Dano fosse stata, a suo giudizio, migliore.
La scelta di Dano di non rispondere con lo stesso tono ha fatto notizia proprio per la sua eleganza: l'attore preferisce che siano i film e la stima dei suoi colleghi a parlare in sua difesa. Non cede così all'innesco dell'ennesimo botta e risposta dei gossip, lascia andare, mentre il fuoco si spegne.