In questi giorni, sta facendo molto discutere un questionario diffuso sul sito di Azione studentesca che mira a far emergere episodi di discriminazione subiti dai ragazzi da parte dei professori che in classe fanno propaganda politica.
Dalla sinistra si grida a schedature e liste di proscrizione.
Riccardo Ponzio, presidente di Azione studentesca, da parte sua, ha spiegato:
Ma tant'è, a giudicare dalle reazioni che quest'iniziativa ha suscitato, per il direttore di Libero Mario Sechi, si può dire che ha toccato un nervo scoperto della sinistra.
In un editoriale intitolato significativamente "L'egemonia culturale resiste solo in classe", Mario Sechi, il direttore di Libero, l'ha messa così:
Il direttore, poi, cita il politologo Norberto Bobbio: "Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze".
Ma perché tanto nervosismo?
Secondo Sechi, "è dai tempi di Drive In che l'egemonia culturale della sinistra nel pop è finita (...) ai compagni sono rimasti i santuari della presunta editoria colta e il fortino dell'università e della scuola di ogni ordine e grado, ad eccezione delle elementari che ancora resistono, nonostante i ripetuti assalti di incompetenti di varia natura e colore".
Per questo, secondo il direttore di Libero, appena si tocca la scuola, la sinistra ha una reazione scomposta:
Tuttavia, sempre stando a Sechi, "se saliamo in cattedra, il quadro è ancor più tragicomico perché il pre-giudizio tracima verso i banchi senza che alcuno alzi il dito e obietti"
Proprio per questo, allora, il questionario di Azione studentesca ha scatenato il cortocircuito.
A modo di vedere di Sechi, la scuola sarebbe ancora un fortino della sinistra. E non appena qualcuno o qualcosa, come Azione studentesca con il questionario, tenta di scardinarlo, apriti cielo!
Dove "bianco", in realtà, sta per rosso.