In Germania si riaccende il dibattito sul lavoro part-time dopo che alcuni esponenti della CDU hanno proposto di limitarne il diritto.
La Germania ha fatto notizia per la discussione su provvedimenti severi contro il lavoro part-time. Alcuni membri del partito al governo nel paese, l’Unione Cristiano-Democratica (CDU), chiedono di abolire il diritto al lavoro part-time.
L’ala imprenditoriale della CDU sostiene questa misura con l’obiettivo di rilanciare l’economia e, come riportano i media tedeschi, sta elaborando una mozione da presentare al prossimo congresso del partito, previsto per febbraio. In questo contesto, il tema del part-time è entrato al centro del confronto politico.
La proposta prevedrebbe che i datori di lavoro siano obbligati a concedere il part-time ai dipendenti attualmente a tempo pieno solo in determinate situazioni specifiche.
Alcuni politici della CDU chiedono quindi di limitare il diritto al lavoro part-time, concedendolo solo in casi specifici, come a coloro che crescono figli, si prendono cura degli anziani o seguono un percorso di sviluppo professionale.
Non verrebbe dunque previsto un diritto universale al lavoro part-time e, al contrario, si intende incoraggiare un numero maggiore di ore lavorate. Questo piano viene considerato come un modo per far fronte alla carenza di manodopera qualificata e all’attuale crisi economica.
A supporto di questa posizione vengono spesso citati i dati. La Germania ha uno dei livelli più alti di lavoro part-time, soprattutto tra le donne, e questo si colloca ben al di sopra della media dei paesi OCSE. Nel 2023, circa il 20,8 per cento di tutti gli occupati lavorava part-time. Il tasso per le donne era ancora più elevato, 34,5 per cento, rispetto alla media OCSE del 24 per cento. Da sottolineare che, secondo l’OCSE, il lavoro a tempo parziale è considerato tale quando prevede meno di 30 ore lavorative settimanali.
Non si tratta tuttavia di un’idea nuova. Il primo ministro della Sassonia ed esponente della CDU, Michael Kretschmer, aveva già sollevato una proposta simile in un’intervista al quotidiano Handelsblatt nel maggio 2024.
Non mancano, tuttavia, le discussioni sia all’interno sia al di fuori del partito del cancelliere tedesco Friedrich Merz. Alcuni esperti indicano che gli effetti di un eventuale cambiamento non sarebbero immediati, dato che chi attualmente lavora part-time ha già questo diritto garantito, con impatti limitati nel breve periodo su economia e mercato del lavoro.
Resta inoltre aperta la questione dei criteri di valutazione delle motivazioni per richiedere il part-time. A ciò si aggiunge il problema di coloro che vorrebbero lavorare di più ma non sono in grado di farlo per motivi familiari. Da qui si apre un ulteriore dibattito sulla mancanza di servizi adeguati, considerati necessari per permettere ai lavoratori di compiere scelte realmente libere sull’orario di lavoro.