29 Jan, 2026 - 13:27

Natale nel mondo: un viaggio tra sapori, culture e tradizioni

In collaborazione con
Matilde Fastella
Natale nel mondo: un viaggio tra sapori, culture e tradizioni

Il Natale è un periodo di luci, musica e riti che si ripetono anno dopo anno. Ma se c’è qualcosa che davvero racconta chi siamo, è ciò che mettiamo a tavola. Basta spostarsi di qualche migliaio di chilometri o a volte, anche solo di qualche regione, per scoprire che il menù natalizio è un vero e proprio mosaico di identità diverse.

Nel contesto universitario, dove convivono studenti internazionali, questa varietà è ancora più evidente: ognuno porta con sé profumi, ricette e ricordi che rendono le feste un momento di condivisione globale. In questo piccolo viaggio culinario attraverseremo continenti e tradizioni, scoprendo come si festeggia il Natale con forchette molto diverse tra loro.

Italia: la patria delle tavolate infinite

In Italia il Natale è una maratona gastronomica. Si parte dalla Vigilia, spesso a base di pesce, e si arriva al gran pranzo del 25, dove dominano tortellini in brodo, lasagne, bolliti e arrosti. Ogni regione rivendica la sua specialità: in Puglia ci sono le cartellate ricoperte di miele o vincotto, in Veneto il baccalà mantecato, in Campania il tradizionale capitone. Il panettone e il pandoro chiudono il cerimoniale, accompagnati da litri di spumante e da quell’immancabile discussione su quale dei due sia “il vero dolce di Natale”.

Regno Unito: tacchino e pudding, tra poesia e teatralità

Oltre Manica, il protagonista assoluto è il tacchino arrosto servito con patate croccanti, gravy e stuffing. Il momento più scenografico arriva con il Christmas pudding: un dolce denso, speziato, avvolto nella tradizione vittoriana, spesso servito flambé con brandy. È una tradizione che unisce ritualità e leggenda — qualcuno nasconde ancora una monetina nel pudding, come augurio di buona fortuna.

Messico: un Natale piccante e colorato

In Messico il Natale profuma di spezie, mais e sapori decisi. I tamales, avvolti in foglie di mais, sono immancabili come il bacalao a la vizcaína, eredità della cucina spagnola. Non manca la ensalada de Nochebuena, un piatto variopinto che mette insieme barbabietole, agrumi e melograno. Le feste sono un mix di spiritualità e convivialità, con grandi riunioni familiari che si protraggono fino a tarda notte.

Giappone: il Natale pop del pollo fritto

In un Paese dove il Natale non ha radici cristiane profonde, il 25 dicembre si è trasformato in una festa pop fatta di addobbi, luci e… KFC. Tutto nasce da una campagna degli anni Settanta, diventata negli anni una tradizione nazionale. Le famiglie prenotano in anticipo i loro “bucket natalizi”, trasformando il pollo fritto in un simbolo delle feste. Un modo diverso, ma perfettamente giapponese, di reinterpretare il Natale.

Repubblica Ceca: tra carpe d’oro e biscotti speziati

In Repubblica Ceca il Natale ha un sapore unico. Il piatto tradizionale della Vigilia è la carpa fritta accompagnata da insalata di patate, un abbinamento che potrebbe sorprendere chi non è del posto ma che per i cechi è irrinunciabile. Famosa è anche l’usanza di acquistare la carpa viva e tenerla in vasca fino al giorno della preparazione.

A completare il tutto, una vasta produzione di dolcetti natalizi (cukroví): biscotti burrosi, speziati, spesso preparati in famiglia nelle settimane precedenti e conservati come piccoli tesori. Le feste cecoslovacche uniscono ritualità, silenzio, folklore e profumi di vaniglia e cannella.

Un mondo di tavole diverse… e lo stesso desiderio di stare insieme

Le tradizioni culinarie di Natale, per quanto diverse, raccontano lo stesso bisogno universale: riunirsi, condividere, sentirsi parte di qualcosa. Per molti studenti, soprattutto quelli che passano le feste lontano da casa, scoprire i piatti degli altri è un modo per creare nuovi legami e sentirsi un po’ meno soli. Perché, alla fine, che si tratti di tacchino, pollo fritto o tortellini in brodo, il Natale è soprattutto una questione di calore umano.

A cura di Matilde Fastella

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