Il Senato francese ha respinto il disegno di legge sul fine vita. La decisione è arrivata grazie ad una convergenza di voti tra l’ala conservatrice dei centristi e dei Repubblicani (LR) e la sinistra, che chiedeva un ritorno al testo approvato dall’Assemblea Nazionale. Parallelamente, un altro provvedimento sulle cure palliative è stato approvato con ampia maggioranza e potrebbe trovare più facilmente un accordo tra le Camere.
Dopo giorni di dibattiti sulle questioni relative al fine vita, il 28 gennaio 2026 il Senato francese ha respinto la presa in considerazione di qualsiasi forma di suicidio assistito o eutanasia.
La Camera alta ha bocciato il disegno di legge con 181 voti contrari e 122 favorevoli.
La decisione è arrivata come risultato di una convergenza di voti: da un lato l’ala più conservatrice dei centristi e dei Repubblicani, profondamente insoddisfatti dell’esito finale dei dibattiti; dall’altro la sinistra, che auspicava un ritorno al testo precedentemente approvato dall’Assemblea Nazionale.
La proposta aveva ottenuto uno storico sostegno da parte dell’Assemblea Nazionale. Il testo, presentato dal deputato Olivier Falorni, nel maggio 2025 aveva ricevuto l’approvazione dell’Assemblea con 75 voti favorevoli e 41 contrari.
Ora la bozza tornerà il 16 febbraio all’esame dei parlamentari dell’Assemblea Nazionale per una seconda lettura. Durante questo periodo i deputati potranno eventualmente apportare emendamenti.
In caso di disaccordi persistenti tra le due Camere, il governo potrebbe rimettere la decisione finale all’Assemblea Nazionale.
La proposta di legge sul fine vita rappresenta inoltre una promessa presidenziale di Emmanuel Macron per il suo secondo mandato. Se fosse approvata in via definitiva, la Francia si unirebbe a paesi come Belgio, Canada, Paesi Bassi e Svizzera, che hanno già regolamentato il fine vita.
Accanto al provvedimento più discusso, un altro disegno di legge sulle cure palliative, passato più sotto traccia ma esaminato in parallelo, è stato approvato dal Senato con un’ampia maggioranza. Proprio per il suo carattere più condiviso, potrebbe trovare più facilmente un accordo tra entrambe le Camere.
Nel frattempo, mentre il disegno di legge sul fine vita continuerà a essere discusso, l’attenzione dei senatori sembra progressivamente spostarsi anche su altre riforme considerate prioritarie.