Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha diffuso i dati ufficiali relativi alle dichiarazioni dei redditi 2025 in relazione al 2x1000 ai partiti politici, ovvero, lo strumento con cui i contribuenti possono decidere di devolvere una parte dei propri contributi al finanziamento del proprio partito.
Anche quest’anno il partito che ha ricevuto il numero più alto di donazioni è stato il Partito Democratico, seguito da Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle. Nel complesso, il totale ripartito supera i 32 milioni di euro, segnando una crescita rispetto agli anni precedenti e indicando un rinnovato utilizzo di questo canale di finanziamento.
A colpire non è soltanto l’ammontare complessivo delle risorse distribuite, ma anche il numero di contribuenti che hanno espresso una preferenza: centinaia di migliaia di cittadini hanno deciso di indicare un partito nella propria dichiarazione dei redditi.
I dati mostrano inoltre una concentrazione significativa delle scelte sui principali partiti, ma lasciano spazio anche a formazioni più piccole che riescono a intercettare nicchie di consenso motivate e fedeli.
Al di là del valore statistico, si tratta di numeri che restituiscono una fotografia chiara e significativa del rapporto tra contribuenti e partiti politici e sulle variazioni del consenso.
In testa alla classifica si conferma il Partito Democratico. Con 632.803 scelte valide da parte dei contribuenti, il Pd raccoglie 10.570.887 euro, risultando di gran lunga il principale beneficiario del 2×1000. Un primato che si consolida nel tempo e che evidenzia una base elettorale ampia e strutturata, particolarmente propensa a utilizzare questo strumento di sostegno.
Al secondo posto si colloca Fratelli d’Italia. Il partito guidato da Giorgia Meloni totalizza 435.855 scelte, per un importo superiore ai 6,6 milioni di euro. Si tratta di un incremento tangibile rispetto all’anno precedente, coerente con il ruolo centrale assunto dalla formazione nel panorama politico nazionale.
Terza posizione per il Movimento 5 Stelle, che raccoglie 272.880 scelte e 3,17 milioni di euro. Numeri solidi che confermano una base di sostenitori ancora significativa, pur distante dai livelli dei due principali partiti.
Seguono Sinistra Italiana, quarta con 132.020 contribuenti (5,96% delle scelte) e 1.687.770 euro, ed Europa Verde-Verdi, che incassa 1.548.109 euro con il 6,29% delle preferenze, in crescita rispetto al 5,47% dell’anno precedente.
Azione si classifica sesta con il 2,99% delle scelte, pari a 1.515.658 euro.
La Lega per Salvini Premier totalizza 87.027 preferenze e 1.142.468 euro. Italia Viva raccoglie il 2,50% delle preferenze e 1.135.652 euro, mentre Più Europa si attesta al 3,23% con 1.028.437 euro.
Forza Italia chiude la top ten con 44.617 preferenze, pari al 2,01% e a 788.656 euro complessivi.
I dati del 2×1000 non rappresentano un sondaggio elettorale in senso stretto, ma offrono indicazioni preziose sulla qualità del consenso. Questa forma di sostegno richiede infatti un’azione consapevole e attiva da parte del contribuente, spesso associata a un livello di fidelizzazione più alto rispetto al semplice voto.
Il primato del Partito Democratico suggerisce l’esistenza di un elettorato organizzato e stabile, mentre la crescita di Fratelli d’Italia riflette il rafforzamento del partito anche sul piano del sostegno volontario. Il Movimento 5 Stelle mostra una tenuta inferiore rispetto al passato, ma conserva una base rilevante.
Interessante è anche il peso relativo dei partiti medio-piccoli: formazioni come Sinistra Italiana, Europa Verde, Azione e Più Europa dimostrano di saper mobilitare segmenti specifici di elettori, spesso molto motivati.