28 Jan, 2026 - 15:45

Referendum sulla giustizia, ultimi sondaggi in bilico tra Sì e No: è un testa a testa 

Referendum sulla giustizia, ultimi sondaggi in bilico tra Sì e No: è un testa a testa 

Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia continia ad incendiare il dibattito politico e lo scontro tra maggioranza e opposizione. 

A meno di due mesi dall’apertura delle urne, prevista per il 22 e 23 marzo, la campagna referendaria entra nel vivo, scandita da un confronto quotidiano tra i due fronti contrapposti.

I sondaggi sulle intenzioni di voto degli italiani restituiscono l’immagine di una competizione estremamente equilibrata, nella quale l’esito finale appare destinato a decidersi sul filo di pochi decimali.

È quanto emerge dalle più recenti rilevazioni condotte dagli istituti Ixè e Youtrend, entrambe riferite al mese di gennaio 2026.

Nel primo caso si registra un sostanziale testa a testa tra il fronte del Sì e quello del No, mentre nel secondo il Sì risulta in vantaggio, senza però un margine tale da rendere l’esito scontato.

Nel complesso, entrambe le indagini certificano un quadro di forte incertezza, con un elettorato diviso quasi a metà.

Referendum giustizia, Sì e No separati da un soffio: il sondaggio Ixè 

Entrando nel dettaglio dei numeri, il sondaggio Ixè restituisce l’immagine di un elettorato diviso quasi perfettamente a metà.

Il leggero vantaggio del sì, pari a due decimali, rientra ampiamente nel margine di oscillazione tipico delle rilevazioni demoscopiche e non consente di individuare un esito già scritto.

Il dato più rilevante è la dinamica rispetto a novembre: in poco più di due mesi, il fronte favorevole alla riforma ha perso consenso, mentre quello contrario ha mostrato una crescita speculare.

Il 50,1% degli intervistati, infatti, ha dichiarato di essere intenzionato a votare sì al quesito referendario. Due mesi fa erano il 53%. Il 49,9%, invece, ha detto di essere orientato per il no. Due mesi fa erano il 47%.

La variazione è di circa tre punti percentuali che in due mesi è passato da uno schieramento all'altro

Senza quorum, ma con molti dubbi: cosa può spostare il voto 

Sul fronte della partecipazione, l’affluenza stimata si attesterebbe al 61,5% degli aventi diritto, una percentuale significativa per un referendum costituzionale.

L’8,5% degli intervistati dichiara di essere certo di non votare, mentre resta molto ampia la fascia degli indecisi, che raggiunge il 30%. Si tratta di un bacino potenzialmente decisivo, che potrebbe orientare il risultato finale nelle ultime settimane di campagna.

Per quanto concerne il livello di informazione degli elettori, invece, solo il 45% del campione ritiene di conoscere in modo adeguato i temi al centro della consultazione.

Il 37% ammette una conoscenza sommaria, mentre il 18% dichiara di ignorare completamente l’argomento.

A ciò si aggiunge un dato politicamente significativo: per il 37,2% degli intervistati è una sorpresa scoprire che per questo referendum non è previsto il quorum. 

Sondaggio Youtrend: il Sì avanti, ma il referendum resta aperto 

Di questi giorni anche il sondaggio di Youtrend per Sky TG24 da cui emerge un vantaggio del Sì, che nelle intenzioni di voto raccoglie il 55%, contro il 45% del No.

Un margine netto, ma non schiacciante, che segnala come il tema resti comunque divisivo nell’opinione pubblica. L’affluenza stimata si attesta intorno al 62%, un dato significativo se si considera che, a differenza dei referendum abrogativi, non è previsto il quorum.

Il dato forse più interessante riguarda però la forte polarizzazione politica del voto. Tra gli elettori del centrodestra, il sostegno al Sì è quasi unanime, raggiungendo il 96%.

Sul fronte opposto, tra gli elettori delle forze di opposizione, l’orientamento è altrettanto compatto ma in senso contrario: l’88% si schiera per il No. Queste percentuali mostrano come il referendum venga letto, da ampie fasce dell’elettorato, attraverso una lente chiaramente partitica.

Nel complesso, il quadro delineato dagli ultimi due sondaggi ci racconta di un referendum dall’esito orientato, ma non scontato, in cui convivono una forte appartenenza politica e una diffusa attenzione ai contenuti della riforma.

Un equilibrio che potrebbe rivelarsi decisivo nelle ultime settimane di campagna referendaria.

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