Sale la tensione tra Italia e Iran. Nelle ultime 48 ore i rapporti tra il nostro governo e quello dell'ayatollah Khamenei sono pericolosamente precipitati fino a raggiungere il picco nel pomeriggio di ieri con la notizia della convocazione da parte del regime di Teheran dell'ambasciatrice italiana, Paola Amidei.
Il motivo? La posizione dell'Italia sui Pasdaran, i guardiani della Rivoluzione, e le dichiarazioni del ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Il governo italiano, tuttavia non si è fatto intimidire ribadendo la propria linea e ha ridotto il personale non necessario presso l'ambasciata italiana nel Paese islamico.
I rapporti tra Italia e Iran hanno conosciuto un'escalation significativa da inizio 2026, segnata da proteste antigovernative scoppiate a fine 2025 e represse con estrema violenza dai Guardiani della Rivoluzione. Le manifestazioni, partite il 28 dicembre 2025, hanno portato a un bilancio tragico: stime parlano di oltre 30.000-36.500 civili uccisi in soli due giorni all'inizio di gennaio, con una repressione senza precedenti nella storia della Repubblica Islamica.
Il governo di Teheran ha convocato formalmente l'ambasciatrice Paola Amadei al Ministero degli Esteri iraniano in risposta alle "dichiarazioni irresponsabili" del ministro italiano Antonio Tajani sui Pasdaran.
Il riferimento specifico è ad un post social del ministro degli Esteri italiano datato lunedì 26 gennaio 2026, in cui veniva annunciata la decisione del governo di sostenere – durante il Consiglio Affari Esteri Ue in programma domani a Bruxelles – la proposta di includere i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche, motivandolo con "le perdite subite dalla popolazione civile durante le proteste" e chiedendo sanzioni individuali contro i responsabili.
#Iran Le perdite subite dalla popolazione civile durante le proteste impongono una risposta chiara.
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) January 26, 2026
Giovedì alla riunione dei Ministri degli Esteri europei a Bruxelles proporrò, in coordinamento con gli altri partner, l’inclusione dei Guardiani della Rivoluzione nella lista…
Il governo iraniano ha protestato definendo i Pasdaran "componente ufficiale e legale delle forze armate", avvertendo di "conseguenze dannose" e invitando Roma a rivedere i suoi "approcci sconsiderati".
Questa mossa rientra nelle procedure diplomatiche standard per esprimere dissenso, ma segnala un deterioramento netto nei rapporti bilaterali.
Il governo italiano ha reagito con fermezza, senza arretrare dalla posizione annunciata. Ieri sera, Tajani - a margine di un'iniziativa alla Farnesina - ha dichiarato:
Ha ribadito l'impegno:
Il governo ha anche deciso di ridurre il personale presso l'ambasciata a Teheran facendo rientrare in Italia tutto il personale non essenziale.
“Sono ragioni di sicurezza. Stiamo cercando di ridurre il personale, lasciamo il personale necessario per il funzionamento dell'ambasciata. Non abbiamo mai chiuso l'ambasciata, però essendoci tanto personale con una situazione di grande tensione, per prudenza stiamo facendo rientrare coloro che non sono indispensabili per il lavoro dell'ambasciata".
Ha spiegato ancora Tajani.
Perchè l'Iran ha reagito così duramente alla decisione dell'Italia? L'Italia fino ad oggi aveva sempre mantenuto una posizione cauta rispetto alla questione Pasdaran.
La proposta di inserimento della milizia governativa iraniana nell'elenco delle organizzazioni terroristiche, infatti, richiede la votazione a maggioranza qualificata dei 27 Paesi Ue nel Consiglio d'affari Ue. Il voto favorevole dell'Italia consentirebbe di sbloccare l'impasse e raggiungere il quorum necessario.
Ecco, quindi, il motivo della reazione dura del governdo di Khamenei.