Un giudice federale del Minnesota ha ordinato al direttore ad interim dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), Todd Lyons, di comparire personalmente in tribunale per rispondere all'accusa di oltraggio alla corte per il presunto mancato rispetto di numerosi ordini giudiziari. L’ordine è arrivato in un contesto già segnato da forti tensioni politiche e sociali legate alla gestione dell’immigrazione negli Stati Uniti.
Il giudice federale capo del Minnesota ha ordinato al direttore ad interim dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), Todd Lyons, di comparire in tribunale.
Secondo quanto riportato dai media americani, l’ordinanza è stata depositata il 26 gennaio 2026.
Lyons è tenuto a fornire spiegazioni personali e dovrebbe comparire il 30 gennaio per “dimostrare perché non dovrebbe essere ritenuto colpevole di oltraggio alla corte”.
Il giudice capo Patrick J. Schiltz, nominato da George W. Bush, ha affermato che l’amministrazione non ha rispettato “decine” di ordini dei tribunali. Tra questi figurano quelli che imponevano alle autorità di tenere udienze per la libertà su cauzione degli immigrati detenuti.
Secondo il giudice, queste violazioni avrebbero avuto conseguenze concrete e gravi: hanno allungato la detenzione degli immigrati oppure li hanno fatti trasferire in altri Stati, dove poi vengono rilasciati e “invitati a trovare un modo per tornare a casa”.
L’operazione di controllo dell’immigrazione avrebbe causato numerose cause legali urgenti che denunciavano arresti o detenzioni.
L’ordinanza giunge in un momento di tensioni e crescenti reazioni dopo l’uccisione di due persone, Alex Pretti e Rene Good, a Minneapolis.
Alcuni agenti federali, tra cui il comandante della Border Patrol, Gregory Bovino, lasceranno Minneapolis, mentre il presidente americano, Donald Trump, ha affermato che lo “zar della frontiera”, Tom Homan, dirigerà le operazioni nello stato e risponderà direttamente a lui.