In piena campagna referendaria sulla riforma della giustizia targata Nordio, un episodio ha acceso i riflettori sui rischi di superficialità nell'informazione.
Molti lettori hanno appreso da Repubblica della presunta presenza di Marcello Dell'Utri, l'ex senatore di Forza Italia condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, a un evento del partito per il "Sì" al referendum sulla riforma Nordio.
La notizia, però, era falsa: al suo posto c'era il fratello gemello Alberto.
Ancora più grave, né il quotidiano né chi l'ha rilanciata (come il Fatto Quotidiano) hanno corretto il tiro con una rettifica pubblica.
Sabato 24 gennaio, Forza Italia ha organizzato a Roma un'iniziativa per promuovere il voto favorevole ai referendum che vuole dare il via libera definitivo alla seprazione delle carriere e al sorteggio per il Csm.
L'evento, che ha visto relatori come Antonio Tajani, mirava a sottolineare i limiti del sistema giudiziario attuale, invocando il sì alla riforma anche per rafforzare l aterzietà del giudice.
In questo contesto, domenica 25 gennaio, la giornalista Conchita Sannino firma su Repubblica un reportage nel quale dà questa notizia:
L'articolo, naturalmente, visto che Repubblica è schierata per il no alla riforma, insiste sulla condanna inflitta nel 2014 a Marcello Dell'Utri. Come dire: vedete chi sostiene la riforma Nordio? Un pregiudicato della levatura di Dell'Utri.
Peccato che non si trattasse di Marcello, ma di Alberto Dell'Utri, suo fratello gemello, anch'egli storico militante azzurro.
Ora, certo: la somiglianza fisica avrà ingannato la giornalista di Repubblica, ma c'è da dire che l'errore è emerso rapidamente.
Già ieri Repubblica aveva rimosso l'articolo dal sito, sostituendolo con un laconico "Ops! Pagina non trovata". Ma non c'è stata alcuna rettifica ufficiale da parte del giornale: nessun avviso ai lettori, nessuna nota in home page, nessun comunicato stampa. Silenzio totale.
La fake news, però, intanto si era diffusa sui social ed era stata ripresa anche da altri giornali schierati per il no alla riforma Nordio come il sito del Fatto Quotidiano diretto da Peter Gomez, il quale aveva twitta:
Anche questo scatena reazioni furibonde: insulti, meme e slogan come
Ma, accortosi dell'errore, anche quel tweet sparisce. Ma senza dare spiegazioni.
Va precisato che Marcello Dell'Utri, libero dopo aver scontato la pena, avrebbe pieno diritto di partecipare a eventi del partito che ha co-fondato con Berlusconi.
Ma il punto, evidentemente, non è questo: è la gestione dell'errore fatto da Repubblica.
In un dibattito già polarizzato come quello referendario, una gaffe del genere non ha fatto altro che alimentare la disinformazione. Tanto più che Repubblica, quotidiano di riferimento per il centrosinistra, non ha informato il pubblico della svista, lasciando che la narrazione tossica proliferasse.
Tutto pur di portare acqua al proprio mulino politico, ma a discapito del buon giornalismo.