27 Jan, 2026 - 14:48

Rimini, bimba di 6 anni lasciata nuda fuori casa: madre indagata, scatta il divieto di avvicinamento

Rimini, bimba di 6 anni lasciata nuda fuori casa: madre indagata, scatta il divieto di avvicinamento

Avrebbe lasciato per ore la figlia di sei anni fuori dalla porta di casa mentre lei era al bar, costringendola a restare nuda e a fare docce gelate, mandandola a scuola in condizioni degradanti. Un "accanimento" che ha portato la Procura di Rimini a indagare la donna, una 40enne, per maltrattamenti fisici e psicologici in famiglia. Il gip Raffaele Deflorio ne ha poi disposto il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla bambina.

L'accusa e la ricostruzione degli inquirenti

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Davide Ercolani, la donna avrebbe lasciato la bimba e il fratellino più grande di un anno fuori dalla porta di casa, esponendoli quindi al freddo, senza vestiti, cibo né la possibilità di rientrare per ore, mentre lei era al bar.

Umiliazioni e condizioni degradanti a scuola

Oltre agli episodi di abbandono, la bambina di sei anni sarebbe stata costretta a subire anche docce gelate e a presentarsi a scuola in condizioni degradanti, con i capelli tagliati solo da un lato e il grembiule imbrattato di escrementi. 

Maltrattamenti "prolungati e reiterati" - lesivi per il benessere psicologico della piccola - che hanno spinto gli inquirenti a ritenere che vi fossero elementi tali da giustificare un divieto di avvicinamento della 40enne, soprattutto per il rischio che le sue condotte potessero nel tempo intensificarsi. 

La confessione alla maestra e l'affidamento

L'allarme è scattato quando la bambina ha trovato il coraggio di confidarsi con una maestra, parlandole della paura provata nei confronti della madre e dicendole: "Adesso mi ammazza".

Successivamente, la 40enne è stata iscritta nel registro degli indagati per maltrattamenti in famiglia. Fonti locali riportano che la bimba sarebbe stata ora affidata al padre.

Per il fratellino maggiore sarebbe stata invece effettuata una segnalazione ai servizi sociali, che dovranno ora valutare la capacità genitoriale della donna. L'inchiesta, nel frattempo, va avanti. 

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