La nuova edizione di "Striscia la notizia" vede di nuovo Enzo Iacchetti alla conduzione. Come se nulla fosse accaduto. Come se su di lui non fossero cadute le accuse di antisemitismo dopo le prese di posizione nella trasmissione di Bianca Berlinguer.
Ma tant'è: Vittorio Feltri dice di non meravigliarsi affatto di questa scelta di Mediaset.
Ormai, per un certo mondo, le accuse di antisemitismo sono come "una medaglia al valore", spiega il direttore.
Il quale, poi, non si fa certo remore quando invita a cambiare canale, anche se l'editore di Mediaset è lo stesso (sebbene ora in minima quota) del suo Giornale: la famiglia Berlusconi.
Feltri contro Iacchetti: "Cambiare canale quando appare a Striscia la Notizia"
Ma cosa ha scritto nello specifico Vittorio Feltri a proposito del ritorno alla conduzione di "Striscia la Notizia" di Enzo Iacchetti? Questo, ad esempio:
Il ritorno in televisione di Enzo Iacchetti, dopo le dichiarazioni apertamente antisemite fatte in diretta televisiva, non mi stupisce affatto. Anzi, è perfettamente coerente con il clima culturale che stiamo attraversando. Oggi, l'antisemitismo non soltanto è tollerato: in certi ambienti, è diventato una medaglia morale, un segno di appartenenza ideologica, quasi una virtù civile. Chi attacca gli ebrei, chi invoca boicottaggi contro Israele, chi usa un linguaggio di esclusione verso un popolo in quanto tale, viene difeso, giustificato, talvolta persino applaudito
Feltri e il paradosso Iacchetti
La conduzione di "Striscia la notizia" affidata a Enzo Iacchetti, quindi, è vista da Vittorio Feltri come emblematica dei tempi che ci troviamo a vivere, ricchi di paradossi:
Gli stessi che si riempiono la bocca di parole come antirazzismo, diritti, inclusione, chiudono entrambi gli occhi davanti all'antisemitismo, che resta una delle forme più antiche, violente e persistenti di razzismo. Ma, evidentemente, per una certa sinistra e forse pure per una destra sempre più appiattita sul politicamente corretto e sul pensiero unico, esistono razzismi buoni e razzismi cattivi
Feltri mette il dito nella piaga così:
Quello contro gli ebrei viene considerato, tutto sommato, un razzismo accettabile purché mascherato da solidarietà a Gaza
Del resto, quante manifestazioni si sono svolte in Italia all'insegna della propaganda di Hamas?
Negli ultimi mesi abbiamo visto piazze italiane ed europee in cui si celebrava il 7 ottobre, una carneficina di civili innocenti, uomini, donne, bambini, uccisi, stuprati, sequestrati esclusivamente perché ebrei. Abbiamo visto slogan antisemiti, scritte sui muri, cori che non avevano nulla a che fare con la pace e tutto a che fare con l'odio. Eppure, pochissime reazioni, pochissime prese di distanza. Silenzio. Complicità. Imbarazzo collettivo
Come dire: l'antisemitismo non difende alcun bambino di Gaza:
Serve solo a legittimare un'ideologia violenta e un'organizzazione terroristica di Hamas che nel proprio statuto prevede lo sterminio degli ebrei e che ha mostrato al mondo, senza alcun pudore, cosa intende per resistenza...
Per Vittorio Feltri, allora, Enzo Iacchetti è il frutto di questo modo di pensare:
Il suo ritorno in tv non è un incidente, è il prodotto di una cultura ipocrita, selettiva, moralmente confusa, che si commuove a corrente alternata e che ha deciso, consapevolmente, di chiudere un occhio sull'odio antiebraico
La conclusione del direttore, quindi, è quanto mai amara:
Oggi, essere antisemiti spesso paga. Non ci resta altro da fare che cambiare canale