L’Ue forse non è così immobile come sembra? In meno di due settimane ha siglato due importanti accordi commerciali con due dei mercati economici in maggiore espansione: il Sudamerica e l’India.
E’ la risposta sul campo a Trump e ai suoi dazi: se il presidente americano è evidentemente intenzionato ad utilizzare la clava commerciale come strumento di contrattazione – e il caso Groenlandia è l’esempio più lampante di questa strategia – l’Unione Europea risponde stringendo accordi commerciali con altri partner per spezzare il giogo della dipendenza dal mercato statunitense.
Oggi – martedì 27 gennaio 2026 – a New Delhi è stato concluso l’accordo di libero scambio UE e India che aprirà ad un mercato composto da 2 miliardi di persone. Lo scorso 17 gennaio ad Asuncion in Paraguay, è stato siglato l’accordo UE-Mercosur che prevede l’abbattimento dei dazi con i paesi del mercato sudamericano che interesserà 800 milioni di persone circa.
L’apertura dell’Europa ai mercati emergenti rappresenta una chiara risposta alla strategia dei dazi di Trump anti-UE?
Sulle mosse dell’Europa sul piano degli accordi commerciali internazionali in possibile chiave anti-Ue, Tag24.it ha sentito il parere di Moni Ovadia che ha auspicato una reazione più decisa dell’UE.
“Deo gratia, meglio tardi che mai. L’Europa si è comportata dall’inizio della presidenza Trump in modo semplicemente vergognoso, ridicolo, come un branco di camerieri di corte, la corte a stelle e strisce. Era ora.”
Ha dichiarato l’attore e scrittore italo-bulgaro.
“E’ ora che si crei una federazione europea vera, perché l’Europa diventi protagonista e ù faccia valere la parte migliore della sua eredità: non quella colonialista, ma quella dei diritti, quella della rivoluzione francese, quella di “libertè, egalitè e fraternitè. Magari mettendo prima “egalitè” perché di libertà si può parlare sono di uomini uguali, altrimenti la libertà diventa l’arbitro dei prepotenti, dei potenti e dei ricchi.”
Ovadia poi ha concluso con una critica dura all’operato dell’Unione fino ad oggi:
“Io spero che questo sia un primo passo perché andiamo verso un nuovo mondo multipolare, non sarà immediatamente il paradiso terrestre, ma meglio della vergogna a cui abbiamo assistito in questi mesi. L’Europa ha avuto dei comportamenti per cui questi leader non avrebbero meritato di avere la portineria di uno stabile da amministrare.”
E la stoccata finale:
“Speriamo che venga anche un’altra classe europea che sappia prendere in mano un cammino che è quello delle resistenze antifasciste e di un continente che smantella tutta la vocazione di scimmiottamento degli americani”.
Ma cosa prevede l'accordo raggiunto in queste ore tra Ue e India? Le due potenze mondiali hanno concluso i negoziati sull'accordo di libero scambio che duravano da vent'anni e che apriranno un mercato composto da circa 2 miliardi di persone.
Ad annunciarlo sono stati la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa e il primo ministro indiano Narendra Modi.
L’accordo prevede una sostanziale riduzione delle barriere tariffarie e non tariffarie, tagliando dazi per 4 mld di euro e riducendo tariffe, spesso proibitive, per le esportazioni dell'agroalimentare Ue.
Ha scritto su X Ursula von der Leyen, durante la cerimonia a New Delhi per la conclusione dei negoziati sull'accordo commerciale Ue-India.
Europe and India are making history today.
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) January 27, 2026
We have concluded the mother of all deals.
We have created a free trade zone of two billion people, with both sides set to benefit.
This is only the beginning.
We will grow our strategic relationship to be even stronger. pic.twitter.com/C7L1kQQEtr
L’accordo con l’India arriva a due settimane di distanza dalla firma dell’accordo Ue-Mercosur che, tuttavia, la scorsa settimana ha subito una battuta d’arresto al Parlamento Europeo che ha deciso di inviare l’accordo alla Corte di Giustizia Ue per verificare il rispetto dei Trattati Ue.
L'accordo con il blocco commerciale Mercosur è per l'Ue "una questione di competitività e autonomia strategica, soprattutto per le materie prime. Ecco perché noi sosteniamo in linea di principio l'accordo sul Mercosur, e lo chiamerei persino accordo anti-Trump", in quanto "dimostra che l'approccio basato sulle regole è ancora possibile in Europa".
Aveva dichiarato nei giorni scorsi il presidente del Partito popolare europeo, Manfred Weber.