27 Jan, 2026 - 10:19

Due bandiere del calcio romantico ci hanno lasciato, Cella e Ferrario

Due bandiere del calcio romantico ci hanno lasciato, Cella e Ferrario

Giancarlo Cella detto Caje è uno di quei calciatori che non hanno invaso le prime pagine dei giornali ma sono stati un esempio anche per compagni di squadra più blasonati. Come Cella è stato Paolo Ferrario detto Ciapina. Se ne sono andati negli ultimi giorni. Cella, piacentino di Bobbio, aveva 85 anni: “campione discreto, protagonista senza clamori, tessera preziosa dell’Inter che nel 1970-1971 cucì sul petto lo scudetto della rinascita, e poi maestro severo e affettuoso, nel nome di un’idea antica e modernissima di pallone: educare prima di vincere scrive” scrive Sprint e Sport. Promosso quattro volte in serie A da calciatore e da allenatore spopolò al Sud, negli stadi di provincia dove i tifosi ti soffiano sul collo.

Un campione discreto e l’altro che faceva gol di rapina

L’altra bandiera ammainata del calcio che fu ha il nome di Ferrario, milanese del 1942, cresciuto nelle giovanili del Milan dove mostrò subito il suo talento, fatto di scambi rapidi e istinto naturale del gol. A 17 anni debutta in serie A e un anno dopo in Coppa dei campioni accanto a Gianni Rivera. Nonostante la giovane età Ciapina gioca con sfrontatezza, il suo territorio è l’area di rigore avversaria e spesso e volentieri segna gol di rapina. Proprio come il rapinatore del territorio milanese di cui porta il soprannome.

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