26 Jan, 2026 - 13:45

Perché Gianfranco Fini al referendum sulla Giustizia voterà sì: le sue parole dopo 16 anni

Perché Gianfranco Fini al referendum sulla Giustizia voterà sì: le sue parole dopo 16 anni

Dopo sedici anni, dai tempi dello scoop del Giornale sulla casa a Montecarlo, Gianfranco Fini è tornato a parlare con il quotidiano fondato da Montanelli.

L'ex presidente della Camera l'ha fatto anche per dire la sua sul prossimo referendum sulla Giustizia: a Francesco Boezi, ha spiegato il motivo per il quale voterà a favore della riforma Nordio.

Referendum sulla Giustizia, perché Gianfranco Fini si schiera per il sì

Francesco Boezi, il cronista del Giornale al quale, dopo sedici anni, Fini è tornato a concedere un'intervista, ha fatto notare all'ex presidente della Camera che mancano meno di sessanta giorni al referendum sulla Giustizia.

"Lei come voterà?", gli ha chiesto. E la risposta di Fini è stata questa:

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Al referendum voterò convintamente sì. Non si tratta della riforma della giustizia, la separazione delle carriere non risolverà i tanti, troppi problemi, ma è certo che garantirà maggiormente il cittadino. La separazione delle funzioni tra inquirenti e giudicanti, a suo tempo sostenuta da Alleanza Nazionale, è già realtà dopo la riforma Cartabia

Allora, qual è la novità che propone il testo di Nordio?

virgolette
La separazione delle carriere proposta dal governo, fortemente voluta a suo tempo da Berlusconi, è oggi importante soprattutto perché dà vita a due Consigli superiori della magistratura, entrambi presieduti dal Capo dello Stato, i cui componenti saranno in parte sorteggiati da elenchi approvati dal Parlamento. Ciò taglia alla radice l'ipotesi che il Csm possa procedere nelle sue funzioni con quella logica correntizia emersa clamorosamente dalla vicenda Palamara

Gianfranco Fini e l'attacco della sinistra e dell'Anm

Una cosa, in ogni caso, è certa: il referendum, anche se il Governo Meloni ha tentato di spoliticizzarlo, è destinato a essere un banco di prova fondamentale per la maggioranza. E la gran parte dell'opposizione sente odor di sangue.

Boezi per questo ha chiesto a Fini perché l'Anm e la sinistra protestano. E la risposta è stata questa:

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È il superamento della logica correntizia che ha portato l'Anm sulle barricate con argomenti inesistenti del tipo la riforma sottoporrà i pm al volere dell'esecutivo. E va inoltre ricordato che la riforma era auspicata in passato anche da una parte della sinistra, in primis da un giurista insigne come Vassalli, ed è per questa ragione che uomini come il presidente emerito della Corte costituzionale Augusto Barbera, a suo tempo iscritto al Pci e poi al Pd, o studiosi autorevoli come Sabino Cassese hanno espresso chiaramente la loro volontà di votare sì

Per Fini, "che il Pd oggi li consideri traditori dimostra che la propaganda per il no è volta a contrastare il governo e non a migliorare l'amministrazione della giustizia".

Fini, il Giornale e la casa a Montecarlo

Fini, sedici anni dopo, sempre a proposito di Giustizia, è tornato a parlare con il Giornale anche del caso della sua casa a Montecarlo:

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La lunga inchiesta del Giornale sulla casa di Montecarlo iniziò nel 2010, dopo la traumatica fine del mio rapporto con Berlusconi. Fu un'inchiesta comprensibile in termini politici che si basò su ipotesi più che su fatti. Ciò è già emerso in tribunale

"Nello specifico?", gli ha chiesto Francesco Boezi:

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In primo grado, sono stato condannato unicamente per concorso morale in riciclaggio, sono stato assolto dalle altre imputazioni e nella sentenza è scritto che non ho tratto alcun vantaggio economico dalla vendita della casa. Confido nell'appello per poter finalmente esprimere la mia piena soddisfazione ma 16 anni di attesa per avere certezza che il tempo è galantuomo sono davvero troppi! Mi è difficile parlare di giustizia giusta
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