Immaginate un prete fiorentino, una chiesa in rovina e un’eredità che sembra una manna dal cielo… e poi scoprite che l’eredità è un bordello legale a Lugano.
Avete indovinato? Benvenuti in "Il sesso degli angeli", la nuova commedia di Leonardo Pieraccioni che mescola risate, equivoci e situazioni paradossali a ritmo serrato.
Don Simone, tra gag irresistibili e colpi di scena, si ritrova a fare i conti con fedeli distratti, amici pasticcioni e una donna carismatica che sconvolge tutto il suo mondo.
È un film che prende la vita sul serio solo a tratti, mentre regala momenti pop e scoppiettanti, perfetti per chi cerca divertimento, ironia e un po' di follia in salsa italiana. Ecco tutto quello che c'è da sapere sulla trama, le location dov'è stata girata la pellicola e il finale.
La storia parte tra i vicoli di Firenze, con Don Simone che cerca disperatamente di salvare la sua chiesa dalle infiltrazioni d’acqua e dai fedeli svogliati. Il suo fedele sacrestano Giacinto lo accompagna ovunque, tra piccoli drammi quotidiani e pasticci esilaranti.
Poi arriva il colpo di scena: l’eredità dello zio Waldemaro in Svizzera non è una casa o dei soldi… è un bordello legale!
Da questo momento, il film diventa una girandola di situazioni assurde: Simone cerca di fingere normalità, ma tra donne intriganti, clienti improbabili e incontri con la polizia locale, la tensione comica cresce scena dopo scena.
Lena (Sabrina Ferilli), la regina del locale, diventa il cuore pulsante della vicenda: affascinante, sveglia e con un passato difficile, si intreccia con il destino di Simone in modi imprevedibili.
Nel frattempo, Giacinto si invaghisce di Margò, una delle donne del locale, e tra battute scoppiettanti e gag slapstick, regala al pubblico momenti di puro divertimento.
La comicità si mescola con temi più profondi: la fede, l’amore, le seconde possibilità e la capacità di reinventarsi anche nelle situazioni più assurde.
Verso la conclusione del film, la tensione narrativa arriva al culmine proprio mentre scade la settimana concessa dal testamento.
Simone, dopo aver rivelato la sua vera identità religiosa alle donne del bordello (un momento sincero e carico di emozione), decide di tornare a Firenze e rifiutare l’eredità, convinto che la sua vocazione gli imponga di non gestire un luogo simile.
Proprio in quel frangente però, il sacerdote scopre un cavillo burocratico fondamentale: l’edificio che ospita il bordello era stato originariamente costruito come scuola materna e non ha mai cambiato ufficialmente la sua destinazione d’uso.
Questa scoperta cambia tutto. Simone decide di sfruttare la situazione e, con l’aiuto di un notaio, fa cambiare la destinazione d’uso dell’edificio, trasformandolo in un asilo privato.
Per finanziare la parrocchia e realizzare opere di beneficenza, Simone utilizza i profitti derivanti dalla nuova attività, dando così una svolta morale e pratica alla vicenda.
E non è finita qui: grazie ai suoi sforzi, Lena riesce a cambiare vita, mantenendo un rapporto più frequente con il figlio che è in affidamento in una casa famiglia a Bologna.
Questo epilogo intreccia ironia e cuore, lasciando al pubblico un mix di risate e riflessioni su scelte difficili e seconde possibilità.
Il film è anche un tour visivo tra due mondi completamente diversi:
Firenze: piazza di San Salvi, Chiesa di San Michele e il ponte alle Grazie fanno da sfondo perfetto ai pasticci di Don Simone. La città toscana aggiunge fascino e autenticità alla comicità italiana.
Roma: alcune scene interne completano la narrazione e permettono di seguire i personaggi nei loro momenti più intimi e buffi.
Lugano, Svizzera: Casinò Lugano, Parco Ciani, piazza Rivetta Tell e via Riva Vincenzo Vela diventano il palcoscenico della parte più irriverente del film. La città elegante fa da contraltare al caos comico dei personaggi.
Ogni location è scelta per valorizzare il contrasto tra comicità italiana e scenari internazionali, rendendo le scene più divertenti e visivamente accattivanti.