24 Jan, 2026 - 17:00

"Cime Tempestose", la regista vuole far piangere il pubblico "fino al vomito": cosa significa?

 "Cime Tempestose", la regista vuole far piangere il pubblico "fino al vomito": cosa significa?

Emerald Fennell non vuole usare mezze misure: più si avvicina la data d'uscita del suo nuovo adattamento di "Cime Tempestose", più emergono gli intenti della regista. Ha dichiarato di voler spingere gli spettatori a “piangere così tanto da vomitare”, un’immagine estrema, volutamente forte, che ben rende una delle sue ambizioni numero uno: far diventare un dramma una vera e propria esperienza fisica. E che sia viscerale, che sia insopportabile.

Una frase-provocazione che è campagna di marketing e magari funziona anche. Se all'inizio, con l'uscita dei nomi di Jacob Elordi nei panni di Heathcliff e Margot Robbie in quelli di Catherine, e con il primo trailer, la gente si diceva confusa, adesso gli obiettivi registici diventano sempre più chiari.

Fennell intende rileggere il classico di Emily Brontë e catapultarci in un mondo nuovo: un terremoto che nasce dal ventre e che arriva dritto ai sentimenti.

Margot Robbie nel trailer di Cime Tempestose.

Cime Tempestose, l'obiettivo di Emerald Fennel: una tragedia "fisica"

La frase forte pronunciata da Fennell la si sa grazie a un aneddoto raccontato a Fandango da Margot Robbie, protagonista del film e produttrice: la regista le avrebbe detto fin da subito che il suo obiettivo era far “piangere così forte da vomitare” chi siede in sala.

virgolette
“Una delle prime cose che Emerald mi disse fu: ‘Voglio che la gente pianga così tanto da vomitare’. E io: ‘In realtà sembra molto appropriato’”, 

ha riso.

Non bisognava solo commuovere il pubblico, bisognava fargli sentire sulla pelle il legame devastante tra Catherine e Heathcliff.

E non è un caso: la regista viene da lavori che hanno già insistito molto sui temi più grotteschi e crudi, sul disgusto, sulla vergogna e sul desiderio portato all’estremo. "Saltburn", dove le scene più disturbanti entrano facilmente nella memoria di tutti gli spettatori, ne è un chiaro esempio. Fennell le utilizza per parlare di ossessioni e di rapporti di potere.

Ed è proprio a partire dallo stile della regia che da questa versione di "Cime Tempestose" ci si deve  aspettare un melodramma corporeo. Qui l'amore tossico e autodistruttivo dei protagonisti è doloroso anche (e soprattutto) fisicamente.

"Cime Tempestose" di Fennell sarà il nuovo Titanic? Un altro "strappacuore"

Sempre con Fandango, poi, Fennell si è forse spinta sopra le righe con le dichiarazioni, parlando della sua ambizione. Ha dichiarato, infatti, di voler fare del suo "Cime Tempestose" il "Titanic" di questa generazione, cioè un film-capitale che definisca un po’ l’idea di grande storia d’amore tormentata e tragica per il pubblico di oggi.

La scelta di Margot Robbie e Jacob Elordi come Catherine e Heathcliff è nata principalmente per andare in questa direzione: pensate a quanto sarà tosto vedere due star iconiche, amatissime e bellissime, al centro dell'interesse del mondo pop, incarnare un amore travolgente, erotico e distruttivo. Il volto, inconsciamente, spingerà ancora di più il pubblico a provare attrazione, sofferenza, a struggersi, magari? Le aspettative sono alte.

Il film, già dal trailer e dalle prime anticipazioni diffuse, punta a mostrarci un'inedita componente sensuale, violenta e “primitiva” della storia. Le prime descrizioni parlano di un’estetica barocca, di scelte di messa in scena volutamente garish e di un tono talvolta gotico-romantico e talvolta affine a quello che è il cinema del trauma. Insomma, per prepararsi a vederlo, bisognerà preparare lo stomaco e le lacrime.

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